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Con gli ayatollah c’è solo il dialogo
Il rovesciamento del regime khomeinsta è
impossibile, non dall’esterno ma neanche dall’interno, gli Stati Uniti provano
ad aprire alla avances del governo di Teheran, prima dei moti di piazza.
La repressione renderà difficile la ripresa del colloquio, ma la strategia che
ha prevalso a Washington, col concorso dei paesi della penisola arabica, del
Qatar come dell’Arabia Saudita, è di non interrompere il contatto aperto. Cui Teheran avrebbe riposto sospendendo le esecuzioni dei dimostranti arrestati.
Malgrado l’incoraggiamento di Trump, e le
stesse minacce di Netanyahu, la rivolta in Iran è destinata a spegnersi. La reazione
violentissima delle milizie khomeiniste, pasdaran , basij e altri,
che poi sono milizie popolari, non militari, rede praticamente impossible, nell’analisi
americana, il rovesciamento del regime. La repressione allarga enormemente la platea
dei colpevoli a un eventuale cambio di regime. Che quindi si battono per se stessi
più che per il regime, e sono qualche milione.
L’analisi del dipartimento di Stato combacia
con quella dei gruppi di opposizione in Iran. Più il cambiamento tarda più è
difficile – e ora il regime khomeinista va per il mezzo secolo, due generazioni.
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