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martedì 13 gennaio 2026

In montagna, con Pavese, tra i tedeschi

Nel 2013, a 87 anni, il “creatore” della sociologia italiana (sua la prima cattedra in materia, nel 1960, a Roma) ha scritto e pubblicato questo ricordo del suo primo viaggio in America. Della decisione di abbandonare Adriano Olivetti sul letto d’ospedale, che tanto lo teneva in considerazione, e Cesare Pavese, che lo aveva voluto alleato nell’“aggiornamento” di Einaudi (la famosa collana viola, di scienze umane). Non ha 25 anni, ha già un notevole passato, è in Olivetti e Einaudi con una ricca biografia di creatore a animatore di riviste, nel vercellese (è di Palazzolo Vercellese), lo scultore Carlo Fait ne ha fatto il busto, in bronzo, già ai 18 anni, nonché di attivista politico, con già una delusione all’attivo: il ’48 è stato “un disastro” per un socialista come lui, benché “frazionista”, per il settarismo del Pci. L’America è la scelta di proseguire gli studi, lasciando la politica.
Un aureo libretto, di ricordi e ripensamenti. La rimemorazione è soprattutto di chi non c’era più, Adriano Olivetti, Geno Pampaloni, Pavese. Collaboratore e traduttore per conto di Pavese, e compagno di escursioni - anche tra i tedeschi che perlustrano le montagne. Con acute riflessioni sul nomadismo, sul bisogno di viaggiare, di “cambiare”. Con l’abbrivio comune a tutti i memorialisti che viggia(va)no in transatlantico, sulla classe ponte, o “parte bassa della nave”: si salpa “con notevole ritardo”, per la ricerca di clandestini, “clandestini da scovare, individuare, identificare, espellere”.
Alla sociologia si è avvicinato in Francia, nella parte non occupata: “Sfioravo i quattordici anni, entrando nella pubertà, sputavo sangue e catarro sui marciapiedi, ma con una sgangherata Gilera 125 andavo a piccolo trotto da San Remo a Ospedaletti, quindi Bordighera e Ventimiglia, e poi, passati in volata Mentone, Cagnes e Cros de Cagnes, Nizza, Boulevard Massena, la Bibliothèque comunale. Qui trovavo i libri che il neo-idealismo italiano, crociano e gentiliano, aveva proscritti”. In poche righe, come per altri motivi della breve riflessione, una grande storia.
Franco Ferrarotti, 1951: Oltre l’Oceano, gattomerlino, pp. 62 € 10

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