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domenica 31 maggio 2026

La terza Guerra del Golfo (3) – l’Iran potenza regionale

Come che vada la guerra, anche se S tati Uniti e Israele riprenderanno i bombardamenti, un esito lo ha già avuto: ha fatto dell’Iran degli ayatollah, “Stato canaglia”, una potenza regionale. Agli occhi dei suoi proxies, Cina e Russia, prima scettici. Di più in chiave regionale, nei confronti di Israele, e nei confronti dei potentati arabo-islamici, dalla Turchia all’Oman e al Pakistan.
Il reciproco disprezzo, arabo-persiano è millenario – è culturale, ormai “innato”, come un linguaggio. Senza conseguenze pratiche. Fino ad ora. Ora sia gli Emirati (Kuwait, Abu Dhabi-Doha, Qatar, naturalmente lo sciita Bahrein) che l’Arabia Saudita temono l’Iran. Anche per essersi scoperti non protetti dagli Stati Uniti, neanche militarmente, malgrado l’indiscussa supremazia.
La Turchia di Erdogan ha un incomodo in più nel suo gran disegno di supremazia locale. E com Erdogan la “sua” Siria, che solo da poco si era liberata degli ayatollah, degli alauiti-sciiti.
Più di tutti ne potrebbe soffrire Israele (ma questo è un capitolo a parte).
(continua)

Problemi di base al Giro d'Italia - 917

spock


Roma vetrina del Giro d’Italia per la pubblicità dell’editore Cairo - a gratis?
 
Non è traffico d’influenze - con o senza il concorso esterno?
 
Chi paga lo straordinario festivo, diurno e notturno (a Roma dopo le h.16), agli nmila vigili addetti alla sorveglianza dei nove km del giro, da fare otto volte, più l’Ostia-Roma?
 
E le transenne – dieci, venti, trenta km di transenne?
 
Danno erariale no, siamo tutti compagni di merende – per un’ospitata nei giornali o la tv di Cairo?
 
E perché Milano non vuole il Giro, né alla partenza né all’arrivo (anche la Milano-Sanremo fa partire da Pavia)?
 
spock@antiit.eu

Quando la Russia scopriva l’Europa, e l’Italia

Nel 1436-37 si tenne, dapprima a Ferrara e poi a Firenze, un ultimo concilio tra la chiesa di Roma e quella d’Oriente in vista della riunificazione. Con la partecipazione dell’imperatore di Costantinopoli e dei suoi eredi, in cerca di un’alleanza che rigenerasse lo spirito delle crociate, contro l’assedio islamico che lo minacciava. Non si concluse nulla. Cioè, si concluse con una riunificazione, che non tenne un giorno. L’imperatore e i metropoliti ortodossi che parteciparono al concilio e siglarono e l’intesa furono sconfessati al ritorno. Tra essi il metropolita russo Isidoro, di Mosca, il cui viaggio è la materia di questa cronaca, stesa da un segretario. La chiesa di Roma e i principi cristiani non aiutarono minimamente Costantinopoli contro i turchi.
A cura di Alda Giambelluca Kossova, che lo ha ripescato come “primo diario di viaggio di un russo nelle terre europee occidentali”, e lo ha tradotto – alla lettera? – con una gradevole patina antiquata, una cronaca che si fa leggere per la descrizione, generica ma anche minuta, sorpresa, delle novità delle tante città tappa. E delle abitudini urbane in materia di accoglienza - che comunque per il metropolita russo sono sempre in pompa.  Attraverso Kaliningrad e i Paesi baltici, Lubecca, la Germania settentrionale e centrale, l’Austria e le Alpi, Venezia (città stranissima), Ferrara, l’Appennino tosco-emiliano, Firenze – luogo di molta ammirazione.
Anonimo russo, Da Mosca a Firenze nel Quattrocento, Sellerio, remainders, pp. 64 € 6