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martedì 20 giugno 2017

Il romanzo tedesco della Resistenza l’aveva scritto Jünger

È il 1938, Junger non ha più dubbi: il Terzo reich sta correndo verso la guerra, contro tutti. Una distopia che ha senso unicamente se si legge “a chiave”, e del resto i riferimenti sono trasparenti. Una Grande Marina, terra pacifica e civile, viene attaccata da un’orda barbara,  capeggiata da un Forestaro, sconfitta malgrado la resistenza di tante anime nobili, e sottoposta a ogni sorta di arbitrio, con la sola via d’uscita della fuga e l’esilio. Non c’è subbio che la Grande Marina è l’Inghilterra, e il Forestaro il Führer.
Il Forestaro è perfino di “spaventevole giovialità”, e di Hiter era nota la convivialità: serate al caminetto e pranzi in serie alla Cancelleria (il ristorante “All’Allegro Canceliere” nelle memorie di Speer). È conformato fisicamente in modo diverso, ma bisognava pur pasare la censura – la pubblicazione del racconto, osteggiata da Goebbels, si fece per il benestare di Hitler.
La Germania, che ha avuto il movimento di Resistenza più ampio e non l’ha mai celebrato, nemmeno per finta, ne aveva invece il romanzo, in anteprima.
Ernst Jünger, Sulle scogliere di marmo, Guanda, pp.XIX-115 € 7

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