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domenica 5 febbraio 2023

Ombre - 653

Su Cospito corrono le stesse frasi di cinquant’anni fa, all’origine del terrorismo. La storia non è la stessa, qui c’è solo un balordo furbo – sfrutta il governo di destra per farsene martire. Ma la fraseologia che un personaggio pure così modesto suscita è sempre la stessa.
 
La vecchia fraseologia su Cospito riemerge questa volta a sinistra, manca il coro di destra. I giovani di oggi sono vecchi? A sinistra solo vecchi?
 
Sbalorditivo “ritorno sull’equity” (profitto netto in percentuale del capitale) delle banche europee delle economie minori, nelle tabelle oggi del “Sole 24 Ore”: ben il 18,80 per cento in Slovenia, e cifre tra il 15 e il 10 per cento per i paesi Baltici, la Grecia, il Belgio e l’Austria, con la Spagna. L’Italia capeggia la seconda colonna, delle economie maggiori (Francia, Germania) o più finanziarizzate (Olanda, Lussemburgo), con quasi il 9 per cento. Le crisi (covid, guerra, inflazione) fanno bene alle banche.
 
E non è finita: la bonanza bancaria continuerà nel 2023 e nel 2024, secondo la Banca d’Italia: il roe, ritorno sull’equity, sarà attorno all’8 per cento per le principali banche italiane. Si penserebbe che le banche vanno bene quando l’economia va bene. Ma forse le banche italiane possono ancora guadagnare molto tagliando i costi, semplicemente: chiunque va ancora in banca vede orde di gente che non fa nulla – e non vuole fare nulla: come per Cospito girano frasi fatte, è ritornato anche il rifiuto del lavoro?
 
Moto ottimismo sulle banche mentre ancora naviga in incognito Mps. Che il Tesoro ha ricapitalizzato ma per quale matrimonio? “Siamo troppo grandi e non possiamo più fare aggregazioni”, dice Messina per Intesa. “Siamo troppo piccoli”, dice Castagna per Bpm, altro “sposo” indiziato. Mentre Orcel di Unicredit, che ha già visto la “sposa” in faccia, se ne tiene prudente lontano.
   
Si vota in alcune Regioni e bisogna addottrinarsi come si vota. Ci sono stati negli ultimi anni una dozzina di leggi elettorali diverse, per il Comune, per la Regione, per il Senato, per la Camera, per l’Europa, per lo più confuse – a ottobre non sapevano nemmeno gli eletti dove erano stati eletti. Per far sentite gli elettori una merda, come ora usa dire?
 
Negli anni 1960 le tecniche di depurazione delle acque erano solo su licenza inglese – sperimentate col Tamigi. A esse ricorrevano per es. le coste romagnole, per disinfettarsi. Lo stesso per ridurre lo smog, per es. a Milano, sulla scia di Londra – bastava decentrare le fabbriche. Oggi l’Inghilterra non ha un piano verde, la “transizione ecologica”, perché non ha industrie in grado di ripulire l’aria.  La geografia economica muta rapidamente. 
 
“Nonostante le promesse, alle donne i talebani hanno tolto tutto: istruzione, lavoro, sport, persino le passeggiate al parco senza accompagnatore”. Quali promesse, a chi? Ignoranza, ipocrisia?
“Come può rispondere la comunità internazionale”? Bisognerebbe chiederlo agli Stati Uniti, che i talebani hanno creato e a cui hanno confidato l’Afghanistan. Riconsegnandoglielo dopo aver “convinto” Paesi come l’Italia a spendere un miliardo l’anno, per vent’anni, venti miliardi, a titolo di aiuto. Ai talebani?
 
“Il nonno vittima e il nipote carnefice”, titola “la Repubblica” dopo l’eccidio alla sinagoga di Gerusalemme Est, “capitale proclamata dello Stato di Palestina” (wikipedia). Il nonno era stato ucciso venticinque anni fa a coltellate da un israeliano. E la famiglia, bisnonno, nonna, padre e figlio assassino vivono nel “campo di Shu’afat”. Che è un campo di rifugiati. Una storia di semplice terrorismo non è.
 
“Mi bloccarono due volanti, gli agenti armati, pistole in pugno. Tutti in borghese. Nessuno parlava, nessuno mi spiegava. Mi portarono in caserma: foto segnaletiche, impronte digitali”. Sempre in silenzio. “Poi mi diedero i trecento fogli dell’ordinanza: «Tieni, studia e capirai»”. È lo sfogo di Michele padovano, l’ex calciatore ora assolto dal traffico di droga, dopo diciassette anni. Uno vorrebbe voler bene ai suoi “tutori della legge”, ma a loro dispiace.
 
Ma forse gli agenti non parlano per polemica contro le procedure, i giudici. Un’ordinanza di arresto di trecento pagine è un assurdo. “Alle udienze di primo grado”, continua Padovano a confidare a Crosetti su “la Repubblica”, “uno dei giudici ogni tanto si addormentava”.
 
Uno dei pochi che ha sempre difeso Padovano è il suo ex compagno di squadra alla Juventus, per una sola stagione, Gianluca Vialli: “Venne a testimoniare”, spiega Padovano a Crosetti, provarono a tirare dentro pure lui”.  Era il 2006, era Zeman che accusava Viali di usare droghe – Zeman contro la Juventus.

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