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lunedì 26 gennaio 2026

La verità viene a galla, in Svizzera

Un criminologo francofono indaga a Moncaldo nel ticinese sulle motivazioni di chi sorride e ride accanto al dolore e al male. Qual è il meccanismo psicologico? Allo stesso modo prova ad andare a fondo sul modo di essere di chi ha commesso una violenza estrema. Una delle recluse, Elisa, si presta. Condannata per avere ucciso con crudeltà la sorella bruciandone il corpo, e avere tentato lo stesso con la madre. Eventi di cui però non ricorda nulla, ancora dopo dieci anni di carcere. Accettando di parlarne col criminologo, la verità le sovviene. Insieme col senso violento di inadeguatezza e frustrazione, di figlia che si sentiva fallita a fronte della sorella generosa, del fratello protettivo e del padre imprenditore amorevole. Ma vittima della madre, che sempre le rimprovera di essere nata – “non ti volevo, mi piegavo dalla fatica, facevo le scale su e giù, sei stata prepotente….”
Un duello verbale, tra Barbara Ronchi, sempre smarrita, e un suadente Roschdy Zem. Basato su un saggio dei criminologi Ceretti e Natali, “Io volevo ucciderla”. La verità viene a poco a poco a galla. Fa senso vedere il film, reduce dalla Mostra di Venezia, il giorno in cui l’Italia, sdegnata per la scarcerazione di Moretti, ha dichiarato guerra alla Svizzera, la svergognata. Perché, se in Svizzera le prigioni sono quella dove sta Melissa, in un parco, in bungalow a due letti, aperta alle visite, controllata da un solo guardiano - nella Svizzera italiana, poi – la guerra è perduta in partenza.
Leonardo Di Costanzo, Elisa, Sky Cinema

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