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sabato 31 gennaio 2026

Ombre - 809

Droga e alcol alla guida non sono una aggravante in caso di incidente, se non “si dimostra” che hanno costituto un pericolo. È una sentenza, degna del repertorio satirico di Manzoni, ma della Corte Costituzionale italiana, anno 2026. La stupidità legale, anzi costituzionale.
O forse no, è il business giudiziario delle perizie, pro e contro.
 
Forse i giudici costituzionali volevano dare esca a un Voltaire, nobilitare le lettere nazionali?
Certo, chissà come si “dimostra” il pericolo. Tanta saggezza – l’età meda dei 15 giudici costituzionali, professori, magistrati, avvocati, è di 67 anni, per una retribuzione annua di 400 mila euro, quanto il presidente della Repubblica, mica gente da bar – confonde.
 
Ce n’ha per una intera pagina di giornale, otto cartelle, il giudice Andrea Paladino, che ha cavalcato allegro le correnti sindacali e i giornali, fino a che, avendo calpestato i piedi a qualcuno con la domanda per un posto di Procuratore Capo, ad Alessandria, nemmeno a Torino, non ne è rimasto vittima, delle correnti e dei giornalisti. Assolto da tutte le insinuazioni dopo quattro anni, è peraltro ancora interdetto dal Csm. Senza contare “i danni d’immagine e di credibilità”, in fondo è sempre un giudice.
 
Curioso il sindaco di Milano, ora partigiano della resistenza, che ha voluto Ghali, odiatore di Israele, al gala Olimpiade, e non vuole “agenti Ice nella nostra città”. Lui che era stato messo a capo dell’Expo da Letizia Moratti, dopodiché si è dovuto difendere per tre o quattro anni in tribunale, e ora ha i giudici contro per la Nuova Urbanistica, dei grattacieli costruiti come ristrutturazioni di villette, con una semplice Scia.
 
Mercoledì di Champions, Sky celebra la serata con un aeropago di esperti, Capello, Condò, Di Canio incontenibile, e Del Piero. L’accigliato Capello s’illanguidisce sul gol di Dimarco, parabola su punizione: “Come Mariolino Corso, Mariolino Corso, Mariolino Corso”. Avendo davanti Del Piero, il maggior e specialista dei quel tiro – col quale aprì la famosa vittoria della Juventus a Madrid contro il Real Madrid, lo stesso anno o l’anno prima di Capello alla guida del Real.  
Ma è vero che alla Juventus gli attaccanti voleva alti e robusti, Ibrahimovic e Trezeguet, e Del Piero, miglior marcatore in stagione, non lo considerava – e Mariolino Corso, avesse per avventura allenato l’Inter?
 
Prima valutazioni più serie del diritto d’asilo, da anni una specie di pensione sociale, in euro, per gli africani, come usava un tempo per il Sud. Ora i pasdaran iraniani dichiarati terroristi. Da qualche tempo Roma comincia a contare a Bruxelles – anche nel rallentamento della transizione verde, soprattutto per le automobili.
 
Tra mareggiate e ingiunzioni comunali il Lido di Ostia, il lido di Roma, è ridotto in macerie. È la legge, di un Comune (di Roma) che non tollera più gli abusi? No, perché al posto degli “storici” Kursaal, Plinius, Tibidabo, qualcuno d’architetto, cioè protetto dalle Belle Arti, ci sono ora baraccopoli.
 
Forse è solo effetto della stupidità. Roma-Ostia in auto, una ventina di km, può prendere due tre ore: l’autostrada è soggetta a due-tre semafori, che creano file interminabili. Uno è per l’entrata\uscita dalla tenuta presidenziale di Castelporziano, sempre chiusa, da ottant’anni. Due per l’accesso di conurbazioni che novant’anni fa non esistevano, per le quali non si è trovato il tempo di creare accessi facilitatori, sopraelevati o sottopassi.  
 
Molte ipotesi, suggestioni, indiscrezioni (di chi?) sula rimozione in Cina del generale Zhang, primo vice-presidente e capo delle forze armate. Mentre è solo l’ultima, per ora, delle rimozioni dei coetanei del presidente Xi che potrebbero fargli ombra. Un tempo si chiamavano siluramenti, o purghe. Ora il comunismo, siccome in Cina è ricco, tiene tutti appecorati.
 
Perfino con l’anonima Svizzera, dopo Trump, Putin e Khamenei, l’Italia si risveglia in guerra -  i media la mandano in guerra. O il sovranismo distintivo del governo, che il governa esercita con jucio, con molto juicio, è invece diventato dominio dell’opposizione, democratica?
 
Però è vero che la Svizzera teme e disprezza lo scandalismo di cui fa colpa all’Italia, in uno con la poca pulizia e il disordine. E che la giustizia amministra alla Dürrenmatt, per nascoste vie – Gelli “evase” nel 1983 in elicottero, dal carcere di Champdollon (era stato arrestato un anno prima, su mandato italiano, ma mentre cercava di portare via dalla Svizzera i depositi bancari).
 
Meloni e Merz aprono per parlarsi la residenza principesca dell’Algardi a Villa Pamphili, con cortei di auto e strade e giardini chiusi, invece che nel più comodo Palazzo Chigi. Per rincuorarsi? Sono rimasti soli a non aver perso la testa con l’America di Tru mp – soli con la Plonia, che però non è attendibile, è tornata guerrafondaia. Merz soprattutto, che può contare su metà della Germania, stando ai sondaggi, Meloni solo sulla “maggioranza” del suo governo, il 40 per cento o giù di lì.
L’Italia è un paese snob - il tycoon…? O è l’eredità del partito Comunista, indelebile?
 
Tre anni e lo spionaggio della Procura Antimafia ai danni di Crosetto, in campagna elettorale, è finito nel nulla, nessuna condanna, nemmeno un processo. “Un verminaio”, lo disse un Procuratore che per un po’ seguì la vicenda, poi la cosa si è insabbiata. Per carità di patria certamene no. Ne sentiremo parlare tra due anni, al voto? O tra due mesi, al referendum sui giudici? Dire la giustizia malata è dire poco.
 
Niente chiamava Zelensky ad attaccare la Ue a Davos. La Ue non gli ha fatto vincere la guerra, nemmeno i tre “volenterosi”, alla bacchetta del volubile Macron. Ma perché criticare chi ti ha comunque aiutato, e non poco, con suo grande dispendio, tra sanzioni e aiuti? L’Europa all’ora degli slavi si è messa nel pantano.
 
Tutti neri come le truppe scelte antiterrorismo, affardellati come per una campagna di guerra, manca solo la maschera antigas, e “tiratori” come si vedeva nelle prime “Scuola di polizia”, a casaccio. Non per ridere in questo caso, ma sono quelli che controllavano i bagagli alla frontiera tramutati in esercito in guerra, truppe d’assalto. Dopo solo sei settimane di addestramento. A imitare militari che sul campo non sono come nei film di guerra – nelle ultime due perdute, in Afghanistan e in Iraq, si è potuto vedere da vicino.

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