sabato 31 gennaio 2026
Quando la Russia era tutti noi
Sprofondando alla tv nelle tre ore e mezza del “drammone”
di David Lean viene fatto di chiedersi: dove eravamo? Non molto tempo fa, peraltro.
Se oggi quella stessa Russia è radiata dall’Occidente, e anzi dall’Europa, e
anzi dall’umanità. Il russista Carrère può assicurare: “Tutti i cliché sulla Russia”,
cioè tutti i pregiudizi, “sono veri”. E si isolano i suoi sportivi, si rifiutano
i suoi artisti, e qualcuno ci prova anche con la letteratura. Un romanzo e un
film dove si assicura che “nessuno ama la poesia più dei russi”. E il generale
bolscevico Alec Guinness può lamentare “la nostra maledetta capacità di soffrire”.
Sperimentata peraltro, con Napoleone e con Hitler. E tutto questo la sera dopo
la Giornata della Memoria, il giorno in cui l’Armata Rossa scoprì e documentò
Auschwitz.
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