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Paesaggi dentro
“Dentro di me ci sono paesaggi\ che visito di rado”.
Matičetov, poeta sloveno quarantenne debutta in lingua italiana - che parla correntemente
– con questa che è la sesta raccolta pubblicata. Da poeta già di nome in Slovenia.
Di uno sguardo limpido sui “paesaggi” esterni, di cui quelli interni mantengono
lo stesso grado di luminosità e di nettezza – Matičetov è di Sesana, sul litorale
al confine con Trieste, di cui è prossima, il centro più importante dell’altopiano
carsico, con Opicina. Procedendo per versi prosastici, didascalici. Di memorie,
di immagini. La gita a Recanati, a trovare il suo Leopardi. La visita ogni sette
anni dello stesso luogo – Itacaré, lontano, Bahia del Brasile: “Ogni sette
anni, quando le cellule del corpo si rinnovano,\ vado nello stesso luogo”. Una cerimonia
fine a se stessa.
Una poesia costante, di un mondo retroflesso, dentro
di sé – più spesso, in questa fase, in questa rtacolta, a due, con la compagna
di vita. “Dentro di te la vera ricchezza.\ Le cose intorno a te le hai contate e
nominate.\ La ricchezza dentro di te, invece, è ancora\ sconosciuta persino a te”.
Da girovago stabile. Come le piante: “Le piante sono come animali.\ Amano stare
insieme”. Come i fiori: “Guardo i fiori nel soggiorno.\ Mi tranquillizzano”.
Poesia di una realtà modesta, familiare: “Dentro le
case ci sono persone.\ Ogni casa è un mondo a sé,\ anche se somiglia molto all’altra”.
Sapendo di non sapere: “”Cosa sappiamo? La premonizione di qualcosa non
esiste.\ Quando mi sveglio al mattino\ non posso prevedere il risultato della partita notturna”.
Con l’originale a fronte. Con una silloge posta sulla
culla del figlio “ancora prima che parlasse”: “Sono un neonato.\ Ma vecchio quanto l’umanità”.,
Marko Matičetov, Ci sono paesaggi dentro, gattomerlino,
pp. 109 € 14
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