Cerca nel blog

sabato 21 marzo 2026

Una giustizia di fantasmi - paurosi

Non si sa se la riforma che va al referendum migliori il sistema giudiziario oppure invece non lo peggiori – non ce l’hanno spiegato, dato che l’abbiamo buttata in politica, come sempre quando mancano gli argomenti. Ma nessuno, probabilmente nessuno, è scalfito nella certezza che il sistema giudiziario non sia da “abbattere” - in sé, sullo stato delle giustizia, è un referendum da 7-3, 8-2, come per le centrali nucleari. Per esperienza personale o familiare, o anche senza, guardandosi attorno come è inevitabile. Che non solo non c’è certezza del diritto, ma neanche impegno, e nemmeno poi tanta “professionalità”, seppure alla Manzoni. Perché la giustizia è mancata nel terrorismo, da piazza Fontana in poi (deviare le indagini su Pinelli.... uno sberleffo), e nella mafia (fino a incolpare chi qualche mafioso l’aveva acchiappato, Mori, Contrada), anche se ha avuto anch’essa tante vittime  di terrorismo e di mafia. Perché si è esercitata contro Falcone (eh sì, documentalmente, pubblicamente), e anche contro Borsellino. Perché ha perseguito Berlusconi con migliaia di perquisizioni e centinaia di ipotesi di reato. O ha schierato testi inesistenti contro politici specchiati come Giacomo Mancini.

Basterebbe a Bianconi, che se ne è occupato, l’intero processo Sofri – a Bianconi che sul “Corriere della sera” si fa paladino del no: chi erano i giudici Ferdinando Pinconi o Giangiacomo della Torre, chi il gip Anna di Martino, assolutrice dei giudici felloni, chi i giudici che trascrivevano male le assoluzioni dei giudici popolari per farle invalidare, chi i togati delle Corti d’Assise d’Appello di Milano e di Brescia, che si rifiutarono di riaprire il processo come richiesto dalla Cassazione - e quelli di Venezia che si chiusero in camera di consiglio sei lunghi giorni per redigere poche incomprensibili righe per (non) riaprire e chiudere il processo. O anche soltanto chiedersi come Borrelli divenne Procuratore Capo a Milano, e perché, quando avviò “Mani Pulite” alla fine del Caf (Craxi-Andreotti-Forlani), aprendo il serraglio della politica che non aveva voluto Andreotti presidente della Repubblica, solo i democristiani andreottiani, che invece erano di tutte le tangenti (e specialmente della tangente “madre”, Enimont), trovò puliti - Cirino Pomicino fu perseguito, ma in ottica napoletana.

Ci sono storie di tutto, delle mafie (storie delle mafie….), dei partiti, dei giornali, della canzone melodica, dei supermercati, e non ce n’è una della giustizia in Italia, pure così piena di casi, e di fantasmi.

Nessun commento: