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mercoledì 18 marzo 2026

Europa e America unite nell'aneddoto

Un digesto di aneddoti, storie, personaggi, delle lettere, delle arti, di America e Europa, raccontati come visti e vissuti. Prokosch, nato in America, ha debuttato con "Gli Asiatici", strabiliando critici e scrittori (Thomas Mann, Gide, Camus), su una Asia immaginata a tavolino, in biblioteca. Poi ha deciso di vivere in Europa, ha frequentato, invadente ma accetto, tutto il Novecento, avendo vissuto tra il 1908 e il 1989, molto curioso di personaggi, idee, correnti, libri, personaggi, progetti e modi vivere, e di tennis. E ne lascia memorialistica sempre vivace - poche le pagine spente, per essere i nomi presto stinti, o i momenti scelti. I personaggi, poeti, scrittori, accademici illustri, e grandi tennisti, almeno tre generazioni, fa rivivere in atti unici, visti ogni volta nel luogo giusto e al momento giusto, di cui compone ritratti a tutto tondo registrandone atteggiamenti, tratti e motti caratteristici - in forma di conversazione casuale. 
Virginia Woolf nel suo antro alla Hogarth Press. Auden che parla di Kafka in un bagno turco – Auden un po’ ovunque, a Capri, a Venezia, nelle conversazioni con altri personaggi. Joyce poco curioso (la miopia come barriera) nella libreria di Sylvia Beach. Wallace Stevens, nel suo ufficio di direttore delle assicurazioni che lamenta la pinguedine e parla di squash. E.M. Forster convincente, veritiero in un mondo di atteggiati. Walter de la Mare, già molto amato, perso tra elfi e fantasmi. Brecht al bar, a New York. Thomas Wolfe alle prese con le bacchette in un ristorante cinese. Gide in vestaglia di velluto rosso, sempre intelligente. Colette vecchia, a riposo fra i fra i cuscini, che elenca le sue farfalle preferite. T.S. Eliot al lago di Nemi. Maugham emozionato alla tomba di Cecilia Metella. Dylan Thomas a Ostia. Malaparte a Capri. Moravia a Capri. Gertrude Stein che a ogni battuta di conversazione coinvolge Alice. Alice Toklas non più abile cuoca ma conversatrice, senza più Gertrude. Ezra Pound che si infuria perdendo un doppio a tennis, contro una signorina Piaggio imprendibile. Hemingway sottoposto a interrogatorio da Lady Cunard – e contestato dal resto, G. Stein, Moravia et al – cioè da Prokosch. Peggy Guggenheim e l’amore di Beckett. Bill Tilden, “il tennis”. Santayana che riceve in convento – sul tavolo, ostensibilmente, “Moses and he Monotheism”. Mario Praz nella sua dimora, allora in via Giulia. Norman Douglas in un caffè di Capri. Karen Blixen evoca gli spiriti dell’Africa. Nabokov si abbandona in lunghe pagine alle sue avventure da entomologo. E John Dickson Carr, Guy Burgess (molto anticomunista). T.S.Eliot, di persona e di continui riferimenti, Marianne Moore, Robert Frost. Molti, gli americani, per lo più ubriachi.
Molta gaytudine, insistita - Auden, Maugham, Dylan Thomas, G. Sten (non con Gide). Con molta Roma. E grate memorie di Parigi, Capri, Venezia.
Una cornucopia. Un centinaio di personaggi rivivono in queste istantanee sempre molto ricche.
Frederic Prokosch, 
Voci, Adelphi, pp.399 € 25


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