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Europa e America unite nell'aneddoto
Un
digesto di aneddoti, storie, personaggi, delle lettere, delle arti, di America
e Europa, raccontati come visti e vissuti. Prokosch, nato in America, ha
debuttato con "Gli Asiatici", strabiliando critici e scrittori
(Thomas Mann, Gide, Camus), su una Asia immaginata a tavolino, in biblioteca.
Poi ha deciso di vivere in Europa, ha frequentato, invadente ma accetto, tutto
il Novecento, avendo vissuto tra il 1908 e il 1989, molto curioso di
personaggi, idee, correnti, libri, personaggi, progetti e modi vivere, e di
tennis. E ne lascia memorialistica sempre vivace - poche le pagine spente, per
essere i nomi presto stinti, o i momenti scelti. I personaggi, poeti,
scrittori, accademici illustri, e grandi tennisti, almeno tre generazioni,
fa rivivere in atti unici, visti ogni volta nel luogo giusto e al momento
giusto, di cui compone ritratti a tutto tondo registrandone atteggiamenti,
tratti e motti caratteristici - in forma di conversazione casuale.
Virginia Woolf nel suo antro alla
Hogarth Press. Auden che parla di Kafka in un bagno turco – Auden un po’
ovunque, a Capri, a Venezia, nelle conversazioni con altri personaggi. Joyce
poco curioso (la miopia come barriera) nella libreria di Sylvia
Beach. Wallace Stevens, nel suo ufficio di direttore delle assicurazioni
che lamenta la pinguedine e parla di squash. E.M. Forster convincente,
veritiero in un mondo di atteggiati. Walter de la Mare, già molto amato,
perso tra elfi e fantasmi. Brecht al bar, a New York. Thomas Wolfe alle
prese con le bacchette in un ristorante cinese. Gide in vestaglia di velluto
rosso, sempre intelligente. Colette vecchia, a riposo fra i fra i cuscini,
che elenca le sue farfalle preferite. T.S. Eliot al lago di Nemi. Maugham
emozionato alla tomba di Cecilia Metella. Dylan Thomas a Ostia. Malaparte a Capri. Moravia a Capri. Gertrude Stein che
a ogni battuta di conversazione coinvolge Alice. Alice Toklas non più abile
cuoca ma conversatrice, senza più Gertrude. Ezra Pound che si infuria perdendo
un doppio a tennis, contro una signorina Piaggio imprendibile. Hemingway
sottoposto a interrogatorio da Lady Cunard – e contestato dal resto, G. Stein, Moravia et
al – cioè da Prokosch. Peggy Guggenheim e l’amore di Beckett. Bill Tilden,
“il tennis”. Santayana che riceve in convento – sul tavolo, ostensibilmente, “Moses
and he Monotheism”. Mario Praz nella sua dimora, allora in via Giulia. Norman
Douglas in un caffè di Capri. Karen Blixen evoca gli spiriti
dell’Africa. Nabokov si abbandona in lunghe pagine alle sue avventure da
entomologo. E John Dickson Carr, Guy Burgess (molto anticomunista). T.S.Eliot, di persona e di continui riferimenti, Marianne Moore, Robert Frost. Molti, gli americani, per lo più ubriachi.
Molta gaytudine, insistita - Auden, Maugham, Dylan Thomas, G. Sten (non con Gide). Con
molta Roma. E grate memorie di Parigi, Capri, Venezia.
Una cornucopia. Un centinaio di personaggi rivivono in queste istantanee
sempre molto ricche.
Frederic Prokosch, Voci, Adelphi, pp.399 € 25
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