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Appalti, fisco, abusi (248)
D’improvviso si
scopre che un autovelox su cinque è illegale (a Milano 1 su 2, anzi epggio, 10
su 17). Si scopre quello che tutti sanno, che il controllo della velocità è un
falso scopo: è di fatto un mezzo, nobile, per estorcere denaro. Che i Comuni,
specie in Toscaca e limirofi, lo hanno sempre usato “a trucco”, non per la
sicurezza ma per fare cassa (con postazioni mascherate, o un passo dietro un
ridoto limite di velocità).
Un business evidentemente esteso a parenti
e conoscenti, per l’acquisto di autovelox illegali. Con tangenti attaccate?
Il casello
in entrata di Autostrada non funziona(in genere la porta Telepass\Biglietto,
giallo\blu), e Austrade carica il massimo della distanza che si può calcolare
all’uscita, se registrata. Senza previa contestazione: carica gli 80-90 euro, e
l’utente se la veda lui.
L’addebito
Autostrade fa dopo sei mesi, a differenza dei pedaggi che addebita in tempo reale.
In modo che l’utente stenti a raccapezzarsi: cosa ho fatto sei mesi fa a quella
data ora? Che non possa ricostruire un come o un perché dell’errore contestato.
E si faccia un complesso di colpa? Non è esagerato pensarlo, tanto assurda è la
contestazione.
Un comportamento
scorretto e perfino illegale, contro cui non c’è rimedio. C’è un’Autorità sugli
autotrasporti, ma fa capo all’Anas, figurarsi – non prevede nemeno le modalità
di accesso.
Unipolpass,
utilizzato dopo analogo addebito con Telepass, è altrettanto inefficiente. Risponde
che c’è solo da pagare. Se si vuole, si può fare una segnalazione - non un
ricorso, che ha valore legale (procedure, termini): “Autostade in genere impiega
sei messi a rispondere”. Sembra iun’estorsione, e lo è. Ed è vera, non è
inventata.
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