Cerca nel blog

domenica 21 giugno 2026

Problemi di base artistici - 920

spock


“Il mondo è bello da guardare, ma la maggior parte della gente non lo vede”, David Hockney?
 
“L’arte accade”, James Abbott Whistler?
 
L’arte è espressione del tempo?
 
O l’arte fa il tempo?
 
“L’arte è sempre politica – non è mai stata neutrale, tantomeno oggi”, Arturo Carlo Quintavalle?
 
“L’arte apre a ciò che è possibile, non tutto è immediato e prevedibile”, Papa Leone XIV?

spock@antiit.eu

L'America degli oligarchi

Il solo Musk ha una ricchezza equivalente a quella di metà degli americani, la fascia minore del ceto medio – 170-180 milioni di persone… Aveva, quando Sanders scriveva. Prima del collocamento in Borsa di Space X, il viaggio su Marte, altri miliardi in cassa, che probabilmente l’hanno fatto più ricco di un buon 55- 60 per cento degli americani messi assieme.
Non è il solo segnale della concentrazione della ricchezza in America. 475 delle 500 maggiori aziende americane hanno come “socio di riferimento” uno dei tre principali fondi di investimento, Blackrock, Vanguard, State Street. E concentrata è l’informazione: sei gruppi controllano il 90 per cento dei media, emittenti o editrici, e come audience.
Un blocco d’interessi che domina la politica, col finanziamento delle campagne elettorali. Un predominio dichiarato comunque nel caso di Trump, con i big dell’industria dell’informazione schierati pubblicamente al suo fianco.
Non c’è solo l’America. Sanders non risparmia in particolare, nella vecchia logica anti-sovietica, socialista ma patriota, Putin e la nuova nomenklatura russa: in Russia i 500 maggiori “oligarchi” possiedono il 99,8 per cento di tutta la ricchezza. Come dire che la popolazione vive dello 0,2 per cento del pi.…. Ma sugli Stati Uniti è documentato.
La democrazia americana, che pure un secolo fa aveva scelto e costruito una legislazione anti-monopolio, vive ora all’ora del monopolio. Decantandone pure le virtù: concentrazione, ricerca, innovazione. Se non che la concentrazione degli interessi è ora tale che non solo insidia la democrazia, la libera formazione ed espressione della convinzione politica, ma domina sia la politica che il libero mercato. Cui pure si rifà.
Un saggio breve, a parte le professioni di socialismo, e folgorante – bestseller per passaparola all’istante, perfino per un pubblico distratto, apolitico?, quale quello italiano. La concentrazione del potere è in America non solo anti-democratica, è anche anti-mercato, alla cui ideologia falsamente si appella. Sanders non porta molti dati, ma quelli che utilizza bastano a configurare una tendenza sempre più verticistica e non democratica, checchè gli Stati Uniti pensino o dicano di se stessi.
L’ottantacinquenne Sanders, l’ultimo socialista americano, il senatore con più anzianità, che fa gruppo col partito Democratico (per il quale ha anche provato a sfidare Hillary Clinton per la nomina al voto presidenziale del 2016), sempre battagliero, denuncia per proporre: tasse, investimenti sociali, sanità per tutti, quattro o cinque milioni di alloggi pubblici cuscinetto per la bolla immobiliare. Che in America sono utopia. Ma la disuguaglianza radicale dimostra con poche pennellate incontestabile.
Bernie Sanders, Contro l’oligarchia, Chiarelettere, pp. 112 € 15