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domenica 12 luglio 2026

Appalti, fisco, abusi (248)

D’improvviso si scopre che un autovelox su cinque è illegale (a Milano 1 su 2, anzi epggio, 10 su 17). Si scopre quello che tutti sanno, che il controllo della velocità è un falso scopo: è di fatto un mezzo, nobile, per estorcere denaro. Che i Comuni, specie in Toscaca e limirofi, lo hanno sempre usato “a trucco”, non per la sicurezza ma per fare cassa (con postazioni mascherate, o un passo dietro un ridoto limite di velocità).
Un business evidentemente esteso a parenti e conoscenti, per l’acquisto di autovelox illegali. Con tangenti attaccate?
Il casello in entrata di Autostrada non funziona(in genere la porta Telepass\Biglietto, giallo\blu), e Austrade carica il massimo della distanza che si può calcolare all’uscita, se registrata. Senza previa contestazione: carica gli 80-90 euro, e l’utente se la veda lui.
L’addebito Autostrade fa dopo sei mesi, a differenza dei pedaggi che addebita in tempo reale. In modo che l’utente stenti a raccapezzarsi: cosa ho fatto sei mesi fa a quella data ora? Che non possa ricostruire un come o un perché dell’errore contestato. E si faccia un complesso di colpa? Non è esagerato pensarlo, tanto assurda è la contestazione.
Un comportamento scorretto e perfino illegale, contro cui non c’è rimedio. C’è un’Autorità sugli autotrasporti, ma fa capo all’Anas, figurarsi – non prevede nemeno le modalità di accesso.
 
Unipolpass, utilizzato dopo analogo addebito con Telepass, è altrettanto inefficiente. Risponde che c’è solo da pagare. Se si vuole, si può fare una segnalazione - non un ricorso, che ha valore legale (procedure, termini): “Autostade in genere impiega sei messi a rispondere”. Sembra iun’estorsione, e lo è. Ed è vera, non è inventata.
 
 

L'amore rinasce

Nel 2019 Trintignant ha 89 anni, Aimée 87 (moriranno di lì a poco, nel 2022 e nel 2024, quasi coetanei, due anni di differenza, nella vita e nella morte – cioè al cinema, senza esserlo nella vita vera), Lelouch , 82 anni, non resiste e riprova per la terza volta con la coppia amata, Jean e Anna, del sempiterno “Un uomo, una donna”, vincitore a Cannes nel 1969 e Oscar miglior film straniero. Un secondo remake aveva già fatto con una piccola serie tv.  
Un film intimo, sebbene tutto all’aperto, tra i prati della casa di riposo o scarrozzando per mezza Francia nelle fantasie di kui. Tutto di suggestioni, di primi piani. Straordinario qui lui, sempre campione automobilistico come si voleva da ragazzo e bello scemo (“non  parlavo, e allora le ragazze pensavano che fossi molto intelligente”).  
Claude Lelouch, I migliori anni della nostra vita, Rai 3, Raiplay