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sabato 14 marzo 2026

Letture - 608

letterautore


W. Benjamin
– “A Dachau, dove si trovava in sanatorio, Dora lo ipnotizzava per indurre i sintomi della sciatica che gi sarebbe valsa l’esenzione dal servizio militare e il permesso di espatriare in Svizzera, dopo le nozze, che si celebrarono il 17 aprile del 1917” - Saverio Campanini, “Gershom Scholem e la Qabbalah cristiana”, in postfazione a G. Scholem, “Cabbalisti cristiani”, p. 146.
 
Casablanca
–“’Casablanca’ doveva essere uno dei tanti b-movie che la Warner Bros confezionava negli anni Quaranta”, a basso costo e girato velocemente: divenne una leggenda” - Valerio De Paolis, produttore e distributore di film.
 
Cinema socialista
– C’è stato prima di Togliatti, o a prescindere. “Nel nostro cinema c’erano registi non precisamente romani e di area comunista, diciamo, bensì  d’area (genericamente ma non troppo) socialista”, così Goffredo Fofi, “Arcipelago Sud”, alla voce “Pietro Germi”, “che guardavano al Sud con un’ottica socialista e ligure”. Germi soprattutto. Monicelli, molto amico di Germi – che, già malato, affidò a lui, la regia di “Amici miei”. E “Luigi Comencini, che ha fatto i suoi due film più belli, ‘Lo scopone scientifico’ e ‘Delitto d’onore’, film di un coraggio, di una spregiudicatezza enorme per l’epoca, come quelli di Monicelli e di Germi. La loro visone della nostra società era meno ideologica, se si vuole più sentimentale, forse ancora un po’ ottocentesca, non il socialismo scientifico di Marx e dell’Urss, un socialismo prima di Togliatti”.
 
Corazziere
– Céline, che poi si vorrà anarchico di destra, si arruolò, un momento prima della  della Grande Guerra, nella quale poi restò coinvolto, a 18 anni tra i corazzieri. Quanto era alto Céline? Non si sa, i biografi non lo dicono, ma non era propriamente “un corazziere”. Cioè: i corazzieri in Francia non dovevano essere alti, solo 1,73 secondo quanto stabilito da Napoleone. In Italia dovevano essere di 1,90 – ora di 1,95. Solo che, al contrario che in Italia, dove sono di parata, in Francia erano una cavalleria d’assalto – leggera ma pur sempre d’attacco, sul campo.
La passione per le guardie di due metri era del padre di Federico Il Grande di Prussia – li comprava, a qualsiasi prezzo, anche nel regno amico d’Inghilterra, e in quello non amico di Danimarca-Norvegia.
 
U. Eco – “Dopo l’inarrivabile ‘Pinocchio’ (almeno 260 traduzioni), ‘Mondo Piccolo-Don Camillo’ di Giovannino Guareschi (almeno 59 traduzioni), ‘Il nome della rosa è il terzo libro italiano più tradotto di tutti i tempi (51 traduzioni), Nelle classifiche internazionali dei libri più venduti, tra 50 e 100 milioni di copie, ’Il nome della rosa’ è l’unico italiano (50 milioni, oggi anche di più)” – Giuliano Vigini, “La Lettura”.
Il libro meno letto è il più venduto.
 
Europa – Era “finita” già un secolo fa – quando ancora aveva gli imperi coloniali, tutta l’Africa e mezza Asia, Indocina e India comprese: “L’Europa è un cadavere che commette suicidio”, Joseph Roth scriveva a Stefan Zweig nel 1930 – poco più tardi sarà Céline con i libelli.
 
Inglese – Vittorini “tradusse molto dall’inglese…Tradusse perfino qualcosa di Faulkner e si racconta che quando Faulkner venne in Italia e gli fecero conoscere Vittorini nella villa di Mondadori egli restò sbalordito perché, disse: «Questi italiani traducono dall’inglese ma non lo sanno parlare”- G. Fofi, “Arcipelago Sud”, 299.
 
Kerouac – “‘Sulla strada’, scritto in tre settimane nel 1951… venne sistematicamente rifiutato da cinque editori. Si deve al critico Malcolm Crowley se il libro uscì nel1957, presso la casa editrice di cui era direttore letterario. In quei sei anni Kerouac toccò il fondo della disperazione…, cominciò a bere per vincere lo sconforto, e scrisse con furiosa, estenuate, distruttiva energia i libri che sarebbero rimasti fra i suoi più beli, ‘Visioni di Cody’, ‘Doctor Sax’, ‘I vagabondi del Dharma’, ‘I sotterranei’, tutti romanzi che vennero pubblicati molto più tardi. Per campare, quando non si faceva aiutare dalla madre commessa in una calzoleria, faceva il frenatore di locomotiva insieme a Neal Cassady, l’amico fraterno di quel periodo….
“L’esperienza gli lasciò qualche traccia nelle mani non curate e nell’abbigliamento sempre un po’ rozzo, che contrastavano con il suo bel viso regolare, il profilo raffinato e gli stupendi occhi turchini (non celesti, non grigi, proprio di un turchino intenso)”. Dei quali la figlia Jan ora dice, “parlando dell’analisi del sangue con la quale Kerouac volle accertarsi della sua paternità: «Era inutile. Bastava che mi guardassero negli occhi. Non ce ne sono altri di questo colore»” – Fernanda Pivano, “Il mio Kerouac sempre più solo” - “Corriere della sera” 15 ottobre 1989, riprodotto su “7”, numero speciale “Corriere 150 anni. Una grande storia”.
 
Sempre Pivano: “A Lowell, vicino Boston”, è stato “sepolto con la lapide voluta dalla moglie Stella Sampas: «A Jack Kerouac che onorò la vita»”, e un “monumento funebre, il più grande mai avuto da uno scrittore, che consiste di otto pilastri triangolari di granito rosso sui due lati dei quali sono stati incisi quindici brani di Kerouac, ricavati dai cinque «libri di Lowell», come vengono definiti i romanzi ambientati in questa sua città natale”.
 
Poesia – È ritmo, spiega (anche) Hölderlin – Bettina von Arnim fa dire in “Die Günderode” a Isaacs von Sinclair, l’amico di Hölderlin, come detto dal poeta: “Lo spirito deve sottostare a leggi metriche…La poesia non consiste in rime assurde prive di significato, da cui uno spirito profondo non può trarre alcun piacere, bensì in questo, in un’espressione ritmica dello spirito, che è l’unico modo che ha per esternarsi interamente, dato che il suo linguaggio consiste nel ritmo…. È poesia solamente quello spirito che acchiude in se stesso il segreto di un ritmo innato, e solo quel ritmo gli fa acquistare corpo e vita”.
 
Socialcomunisti – “Matteotti, il più anti-comunista dei socialisti”, ricorda Verderami sul “Corriere della sera” a Fabrizio Cicchitto, che intervista per l’uscita del libro “L’odissea socialista” di cui è l’autore, del deputato socialista di cui si è celebrato il centenario della morte, per mano degli sgherri di Mussolini, che ne aveva ordinato il pestaggio. Cicchitto: “Quando venne scoperto il suo cadavere, Antonio Gramsci lo definì «pellegrino del nulla»… Quando scomparve Turati (uno dei fondatori del partito Socialista, n.d.r.), Togliatti scrisse: «È morto il dirigente più corrotto del movimento operaio»”.
Alle prime elezioni libere, nel 1946, il partito Socialista fu il secondo, dopo la Dc. Il segretario dell’epoca, Pietro Nenni, lo legò, sotto la bandiera di Garibaldi, al Partito Comunista, e alle elezioni successive, nel 1953, scese al 12 e qualcosa per cento, percentuale che manterrà più o meno fino agli anni 1990, allo scioglimento di fatto.
 
Usa – “Con l’America le corna se le sono sempre rotte tutti. Inglesi, tedeschi, messicani, russi, nazisti, fascisti, comunisti. Da ultimi perfino i vietnamiti. Ma con i figli di Allah la faccenda sarà dura” – Oriana Fallaci, “La rabbia e l’orgoglio”, 2001.
 
Raffaele Viviani – “È stato un grande uomo di teatro, come Eduardo e probabilmente superiore a Eduardo come autore, come attore, come regista, come capocomico e con l’aggiunta di essere stato anche compositore, pur essendo stato in partenza quasi analfabeta in fatto di scrittura musicale” – G. Fofi, “Arcipelago Sud”, 305.
 
Wittgenstein – “Due anni fa, quando Ludwig Wittgenstein morì a Cambridge, alcuni giornali viennesi pubblicarono un trafiletto: «All’età di… è scomparso … il noto filosofo»”, annota Ingeborg Bachimann in “Ludwig Wittgenstein. Un recente capitolo della filosofia contemporanea”, un saggio pubblicato nel 1953 su una rivista di filosofia (ora nella raccolta “A occhi aperti”, p. 29). Che, aggiunge, “noto tuttavia egli non era affatto; in realtà era il filosofo più sconosciuto del nostro tempo (non pubblicato, si può aggiungere, eccetto che per il “Tractatus”, quasi ignorato, n.d.r.), un uomo cui si addice il motto del suo conterraneo Karl Kraus, il quale una volta ebbe a dire d sé: «Sono famoso, ma non si è ancora sparsa la voce»”.

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