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domenica 8 marzo 2026

Più debito meno welfare

“Per anni, i responsabili politici hanno trattato il debito pubblico come un elastico che poteva essere allungato senza mai rompersi. Lo hanno fatto durante la crisi finanziaria globale e di nuovo durante la pandemia di Covbid-19. Oggi, con il debito pubblico che supera la produzione annuale nelle più  importanti economie avanzate, la domanda è: quanto margine di manovra rimane per la prossima crisi?” Gita Bhatt, direttrice di “F&D Magazine”, il mensile del Fondo Monetario Internazionale, è pessimista: “L'aumento del debito sta causando preoccupazione in tutto il mondo, e a ragione, come analizzeremo in questo numero. I livelli di debito in diverse economie avanzate sono i più alti mai raggiunti in tempo di pace, facendo aumentare i costi di indebitamento sia per i governi che per i consumatori”.
Le analisi del mensile e le conclusioni di Bhatt sono evidentemente anteriori alla guerra contro l’Iran, che mobilita risorse importanti, un miliardo di dollari al giorno solo per gli Stati Uniti, e provoca distruzioni (perdite) ancora più rilevanti, solo a considerare quelle materiali.
La conclusione è che “l’aumento del debito e gli alti tassi di interesse pongono i responsabili politici di fronte a scelte difficili: aumentare le tasse, tagliare la spesa per servizi e sussidi essenziali, alimentare l’inflazione, oppure ritardare la resa dei conti indebitandosi ulteriormente e pregando che i mercati non impongano un premio troppo elevato”, un avvitamento cioè del costo del debito.
Una serie di saggi analizza la crescita del debito in vari contesti, nazionali e\o finanziari, demografici, sanitari, di consumo.
Bhatt economista, dirige la pubblicazione mensile di saggi di economisti di varia formazione e nazionalità, in vario modo legati al Fondo Monetario Internazionale.
Gita Bhatt, Testing Debt Limits, IMF “F&D Magazine”, marzo 2026 (leggibile anche in Italiano, I limiti del debito)

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