giovedì 12 marzo 2026
Quando la pazzia si curò con l’allegria
Il manicomio femminile di Magliano come narrato, dopo averlo “ristrutturato”, nelle pratiche e negli esiti, a partire dal 1943, reduce dalla guerra in Libia, da Mario Tobino – e da lui poi famosamente raccontato, quando passò da dottore a scrittore. In una ricostruzione (una miniserie di tre serate) drammatizzata nei giusti registri, con molti momenti di distensione. Prima si andava avanti con elettroshock, bagni gelati e camicie di forza, per distruggere la mente delle internate – e abusi notturni sule più giovani, dopo averle addormentate con l’etere (ma questo non era istituzionale, era solo tollerato). Con un gradevole Lino Guanciale - imbellisce, e non è male, lo psichiatra che impersona, Tobio era piccolo e rotondetto. E con due attrici perfette nei ruoli delle due internate più delicate, Grace Kicaj e Gaia Messerklinger. Ma tutta la panoplia, delle tante internate a Magliano, è perfetta: misurata, sgraziata il giusto - miracolo delle caratterizzazioni, che ora si riscoprono.
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