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Modello Meloni
Le nuove norme europee sull’immigrazione, restrittive, sono state varate
dal Parlamento, che politicamente ha maggioranza di centro-sinistra. A
valle e a monte della lite con Trump, Giorgia Meloni si è guadagnata un po’ ovunque
in Europa fama di saggezza politica. O del giusto mezzo, della giusta politica.
Paradossalmente, a fronte della crescita dell’ultradestra, in Germania e nella
sua sfera d’influenza, in Francia, in Spagna, Meloni avrebbe aperto la strada
da seguire. Perfino a Londra, nelle more del declino del premier laburista Starmer, l’Italia
veniva portata a esempio di buon governo – p. es. nella finanza pubblica, la “disciplina
di bilancio” del suo governo avendo ridotto il premio al rischio sui buoni
del Tesoro a lungo termine un punto sotto quello degli analoghi britannici. Lo
stesso, con divaricazione maggiore, si è notato in Francia.
La lite con Trump non ha indebolito Meloni, non in Europa. Dove il caso
si ritiene abbia posto un limite a una fine, nei commenti dei media, agli
attacchi di Trump all’Europa.
Un quarto capitolo, dopo la Nato, il rigore di bilancio e l’immigrazione,
viene portato a lode di Meloni. Concerne i Popolari. All’opposizione in Spagna
e a rischio in Germania, sotto l’incalzare dell’estrema destra, Meloni è presentita,
dal cancelliere Merz e dal presidente dei Popolari Europei Weber, per un possibile
ritorno alla ragione dell’estrema destra. Questo è già avvenuto in Spagna. Il
movimento estremista Vox, di cui Meloni usava (usa?) arringare le manifestazioni
in perfetto castigliano, molto amica del leader Abascal, a casa del quale ha voluto
festeggiare l’ultimo Capodanno, ha subito poi fatto un patto elettorale col partito
Popolare.
In Francia l’allineamento dei lepenisti con Meloni non è perfetto: il Rassemblement
National mantiene la pregiudiziale giuridica – la priorità del diritto nazionale
su quello europeo. Ma la campagna per le prossime presidenziali, fra dieci
mesi, è improntata secondo i media sulla “strategia dell’italiana
Giorgia Meloni” - inviando cioè segnali rassicuranti sull’Europa (a partire
dalla conferma dell’asse franco-tedesco).
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