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L'America degli oligarchi
Il solo Musk ha una
ricchezza equivalente a quella di metà degli americani, la fascia minore del
ceto medio – 170-180 milioni di persone… Aveva, quando Sanders scriveva. Prima
del collocamento in Borsa di Space X, il viaggio su Marte, altri miliardi in
cassa, che probabilmente l’hanno fatto più ricco di un buon 55- 60 per cento degli
americani messi assieme.
Non è il solo segnale
della concentrazione della ricchezza in America. 475 delle 500 maggiori aziende
americane hanno come “socio di riferimento” uno dei tre principali fondi di investimento,
Blackrock, Vanguard, State Street. E concentrata è l’informazione: sei gruppi
controllano il 90 per cento dei media, emittenti o editrici, e come
audience.
Un blocco d’interessi
che domina la politica, col finanziamento delle campagne elettorali. Un
predominio dichiarato comunque nel caso di Trump, con i big dell’industria
dell’informazione schierati pubblicamente al suo fianco.
Non c’è solo l’America. Sanders
non risparmia in particolare, nella vecchia logica anti-sovietica, socialista
ma patriota, Putin e la nuova nomenklatura russa: in Russia i 500
maggiori “oligarchi” possiedono il 99,8 per cento di tutta la ricchezza. Come dire
che la popolazione vive dello 0,2 per cento del pi.…. Ma sugli Stati Uniti è
documentato.
La democrazia americana,
che pure un secolo fa aveva scelto e costruito una legislazione anti-monopolio,
vive ora all’ora del monopolio. Decantandone pure le virtù: concentrazione,
ricerca, innovazione. Se non che la concentrazione degli interessi è ora tale
che non solo insidia la democrazia, la libera formazione ed espressione della
convinzione politica, ma domina sia la politica che il libero mercato. Cui pure
si rifà.
Un saggio breve, a
parte le professioni di socialismo, e folgorante – bestseller per passaparola
all’istante, perfino per un pubblico distratto, apolitico?, quale quello italiano.
La concentrazione del potere è in America non solo anti-democratica, è anche
anti-mercato, alla cui ideologia falsamente si appella. Sanders non porta molti
dati, ma quelli che utilizza bastano a configurare una tendenza sempre più
verticistica e non democratica, checchè gli Stati Uniti pensino o dicano di se
stessi.
L’ottantacinquenne
Sanders, l’ultimo socialista americano, il senatore con più anzianità, che fa
gruppo col partito Democratico (per il quale ha anche provato a sfidare Hillary
Clinton per la nomina al voto presidenziale del 2016), sempre battagliero, denuncia
per proporre: tasse, investimenti sociali, sanità per tutti, quattro o cinque
milioni di alloggi pubblici cuscinetto per la bolla immobiliare. Che in America
sono utopia. Ma la disuguaglianza radicale dimostra con poche pennellate incontestabile.
Bernie Sanders, Contro
l’oligarchia, Chiarelettere, pp. 112 € 15
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