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venerdì 5 dicembre 2014

Fisco, appalti, abusi (62)

La lite continua del sindaco di Roma Marino con  i partiti, compreso il suo Pd, si può leggere anche come una lotta tra il chiaro e l’oscuro, tra il bene e il male. Alla luce del’inchiesta sulla mafia degli affari, e anche al di sotto di essa:

La gestione puramente fiduciaria della spesa assistenziale del Comune: per senzatetto,  immigrati, portatori di handicap, drogati.

Il mercato dei permessi al personale, dei comandi, degli incarichi ad personam, fuori dai ruoli, le anzianità, le competenze.

Le assunzioni a pagamento, specie nelle aziende comunali: fino a 15 mila euro per un posto di spazzino, fino a 25 mila per un posto di autista Atac.

I software comprati a prezzi dieci e venti volte superiori a quelli di un  normale negozio. Per favorire uno o più fornitori legati a questo o quel partito o politico locale.

I Vigili Urbani nella loro gestione fiduciaria del territorio. Multe stradali, comminate e levate, contravvenzioni, concessioni: tutto materia negoziabile, nel quadro della malversazione e la corruttela, quella ordinaria.


Marino ha concordato col ministero dell’Economia un piano triennale di rientro del debito, pari a 408 milioni. Debiti quindi accesi senza necessità.

Fa gli esami a Marino il prefetto. Che aveva a disposizione Carabin ieri, Polizia, Guardia di Finanza, e doveva sapere molto più del sindaco. Ma non ha denunciato nulla e nessuno..

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