Si promuove una serie tv che “renderà
giustizia” a Tortora, perseguitato. Dai giudici. Da giudici forse sciocchi, sicuramente avidi, di
notorietà-per-la-futura-carriera, alla Procura e al Tribunale di Napoli. E si
dice, si fa pensare: successe quarant’anni fa, come a dire in un’epoca remota. Mentre
però si dichiarano innocenti negli stessi giorni Vittorio Sgarbi, processato
per furto o ricettazione di un quadro, e molti degli accusati di “Mafia
Capitale”, il maxiprocesso di Roma, dopo molti anni di indagini, accuse,
dibattimenti, alimentati dalla Procura dei giudici Pignatone e Prestipino a mezzo
stampa.
Oppure s’invoca il fato, il destino.
“Ha lottato con il fato come in una tragedia greca”, dice di Tortora Fabrizio
Gifuni, che lo impersona nella serie tv. No, ha lottato contro dei balordi
pluriassasisni, incoraggiati a giocare col suo nome perché “Portobello”, il
programma tv per cui Tortora era famoso, era forse l’unica cosa che capivano e
seguivano.
Tortora non è un caso, il carrierismo dei giudici fa il paio con la
giustizia politica. Si vuole immaginare il presidente della Repubblica
un candido, come i suoi capelli, che nell’arena del Csm che eccezionalmente in
dieci anni ha voluto presiedere per ammonire: “Giù le mani dalla giustizia”,
non era ancora uscito forse dal non augusto palazzo dei Marescialli, di fronte
al “Corriere dello Sport”, che le mafie giudiziarie
considette sindacali (dei gruppi di potere) se lo appropriavano l’una contro
l’altra.
Ma perché tutto quello che ha a che
fare con la giustizia deve sapere di “vil razza dannata” – il presidente della Repubblica,
che è un giurista, se lo è mai chiesto? Nel romanzo, il senso di Smilla per la
neve, da specialista della materia, bastava a svelare molte verità
occultate.
Ps. In piccolo, mentre il candido Mattarella assermentava il suo Csm, il consigliere di Stato Mastrandrea puniva un calciatore per un fallo di cui era stato vittima, e il presidente del calcio Gravina assicurava che si, aveva fatto bene - a punire la vittima: giustizia? sportiva?, errore? su errore? su errore? no, comparaggio apulo-abruzzese, e potere (vetero) democristiano, assoluto.

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