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Barocco è il barocco
Il barocco, s’intende, di Gadda. Che
lo praticava - e rivendicava - ma si risentiva dell’addebito.
Una delle tante voci della sfiziosa
“Pocket Gadda Encyclopedia” che Federica G. Pedriali cura all’università di
Edimburgo.
“La categoria del barocco,
evocata, brevemente, da De Robertis in una recensione del ‘Castello di
Udine’ per alludere a uno degli aspetti della scrittura gaddiana
spiacque molto all’Ingegnere”. Una inimicizia ne nacque “sommersa”, nei limiti
della civile conversazione con gli amici e nella corrispondenza, con persone
fidate, mai in duello. Ma Gadda non si trattenne dal polemizzare, seppure
ancora indirettamente, nella “Cognizione del dolore” quando se ne fece la
pubblicazione in volume, apponendole una nota “L’editore chiede venia”. Per ribadire,
con vis ancora polemica ma, si direbbe, con armi spuntate: “Il grido-parola d’ordine «barocco è il G.!» potrebbe
commutarsi nel più ragionevole e pacato affermare «barocco è il mondo, e il G.
ne ha percepito e ritratto la baroccaggine”. Che, Stracuzzi non lo rileva, ma era
l’argomento barocco al tempo del barocco, la rivendicazione.
Riccardo Stracuzzi, Barocco,
“The Edinburgh Journal of Gadda Studies”, in libera lettura
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