Un giovane laborioso e ricco, il beniamino della casa sta per sposare. Una ragazza sportiva e disinvolta, che gli si esibisce, oh delusione dell'amore romantico, nuda. Sua unica confidente, in tanto turbinio, la gatta Saha, che gli tiene compagnia la notte, nel "suo naufragio quotidiano", di incertezze risorgenti, fastidi, timori.
Gli editori, tutti, anche i francesi, presentano il racconto come di una condivisione domestica uomo- animale, di linguaggi, anche sonori, e di intimità, a premio su ogni altro rapporto. Basandosi anche sulla passione di Colette per i gatti. Ma questo è scontato - e aneddoto povero, che il giovane Alain trovi più rispondenza in Saha che nella bella e sportiva Camille. In realtà il racconto si legge, come il più famoso "Cheri", per la sottile indagine delle pulsioni maschili nella adolescenza e prima giovinezza (di cui Colette fece anche esperienza personale). Un caso più unico che raro nella tanta narrativa giovanilistica - specie in questi anni di selfie. Per di più a opera di una scrittrice. Un maschile come è, incerto, e portato piuttosto alle defaillances.
Molti editori hanno il racconto in catalogo (scaduti i diritti d'autore), Adelphi, Oscar, Sellerio, mentre lo ripubblicano L'Orma e RusconiLibri.
Colette, La gatta, edd. vv. € 8-12

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