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domenica 29 marzo 2026

Morte e resurrezione - una Pasqua al cinema

Un Natale, o meglio una Pasqua, in abiti e situazioni borghesi, di (piccole) speculazioni, (piccole) superchierie, (ingenui) battesimi-rivelazioni, e (piccolo) femminismo d’epoca. Un uomo dabbene, solo abbandonato dalla moglie livorosa con la quale condivide l’affido dei figli, è accusato di colpa nella morte accidentale della figlia problematica, lasciata “cinque secondi” sola in canoa per rispondere all’ennesima telefonata intimidatoria della ex moglie. Con richiesta di risarcimento, da parte della ex moglie e dell’altro figlio, che la madre tiene sotto custodia. Si fa per questo un processo, cui l’accusato, che ha abbandonato per senso di colpa compagna e professione, per vivere isolato in un tugurio, una stalla affittata come immobile d’epoca, in una campagna spoglia, non ha nessuna voglia di partecipare per difendersi - ma poi ci va.   
Un racconto tanto semplice che sembra di vita vissuta - ma è anche una situazione comune, a parte la morte accidentale. Sul quale Virzì ha imbastito un piccolo capolavoro. Aiutato anche da un Mastandrea che sembra in ogni espressione la forma michelangiolesca – perfetta – del colpevole-vittima.
Ingegnoso l’innesto, a contrappuntare la miserevole vicenda di odi familiari, di un gruppetto di giovani patiti che vogliono e fanno rifiorire i campi abbandonati, viti, erbe e fiori. Capitanati da una “contessina toscanaccia”, personaggio anomalo, ma Virzì dopotutto è ben toscano, ossia la ragazza adulta. Ruolo per il quale ha dovuto ricorrere alla francese Galatéa Bellugi, che a trent’anni sa fare la ventenne senza pensieri.     
Paolo Virzì, Cinque secondi, Sky Cinema, Now

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