“Spero che stia cercando una via d’uscita”.
Non va per parabole il papa americano col presidente degli Stati Uniti, talmente
insensata è la guerra. Ma è uno dei pochi americani che sembrano saperlo – a parte
il disappunto il sabato mattina quando gli altri americani fanno il pieno di
benzina e il gallone costa un dollaro in più.
Non si può dire, il mondo è vario, ma l’aria
all’improvviso è da fine impero – che parte dal non capire il mondo là fuori
(non sapere e non voler sapere).
Una crisi dagli sviluppi impensabili, tutti
negativi, si abbatte sull’Europa e molta parte del resto del mondo per la
guerra di Trump e Netanyahu. Le psicologie contano, e quelle di Trump e Netanyahu
sono autoreferenti – io è il mio Dio. Ma è anche chiaro che questa guerra fa
gli interessi degli Stati Uniti, interessi economici – per il dollaro, per i
Treasury, e per il fondamentale comparto dell’energia, che ricapitalizza per i
necessari investimenti che programmava.
In un mese di guerra l’economia Usa riparte
a passo di carica, il resto del mondo resta in surplace.
La Francia, che per quarant’anni e passa
si è tenuta, polemicamente, fuori della Nato, ora si fa paladina della Nato
contro gli Stati Uniti - contro Trump, ma comunque contro gli Stati Uniti.
Battimani in Italia. L’ignoranza porta alla stupidità?
Trump ha avviato contro l’Iran una
guerra che: 1) non può vincere, neanche se (soprattutto se) prova l’invasione
da terra; 2) solo per fare un favore al suo amico Netanyahu, 3) la sta perdendo,
per gli Stati Uniti e per mezzo mondo. È semplice. Ma non si dice. Anche se
Trump non ha mai avuto buona stampa.
La guerra, anche questa, è un fatto
politico, ma è pianificata, e combattuta, dai militari. Gli Stati maggiori
americani sanno benissimo che una guerra contro l’Iran necessiterebbe di una
mobilitazione n volte superiore a quella in atto. Ma non hanno detto, e
nemmeno fatto, a quel che si vede, nulla. Questo non è il ruolo delle forze armate
in una democrazia: se non devono sostituirsi al potere politico, hanno però l’obbligo
di tenerlo informato e ammaestrarlo.
Di fronte a tanta insipienza uno si chiede
come mai l’Europa si senta ancora protetta dall’America. Giusto quando bastava
la deterrenza? Ma oggi che le guerre sono possibili e si fanno, una dopo
l’altra, anche da parte di uno Stato tutto sommato piccolo e piccolissimo come
Israele?
Non è tanto l’adulterio che colpisce
nella vicenda Piantedosi, dopo Sangiuliano (e la stessa Meloni), quanto la pochezza degli scandali cui si
espongono. Che governanti, ministri della Repubblica, si lascino irretire da
persone di poco conto - sicuramente dotate di attributi, ma non sappiamo quali.
E unicamente interessate alla loro posizione di potere.
Se ne è fatto un problema di ministri
di destra, quindi di supposto trittico “Dio, patria, famiglia”, ma non è questo
il punto, il punto è la capacità di giudizio.
O anche: che governanti, ministri, si impiglino
in vicende e con persone senza qualità – senza glamour, senza passioni, giusto un po’ di notorietà social, di gossip. Un ministro che apprezza
il gossip, o non gli si sottrae non è un po’ come il ladro che vuole
fare il banchiere?
Ogni giorno una carta nuova dalla
Procura di Roma contro l’ex sottosegretario Delmastro – hanno saltato giusto il Venerdì
di Passione, devono essere buoni credenti, oltre che democristiani
(naturalmente del Pd). Dalla Procura anti-Meloni al\i giornalista\i fidato\i.
Ma senza convincere – siamo ancora lontani dai colpi di teatro di Mafia Capitale
(l’arresto in diretta video, sulla Smart, d’“O’cecato”…). È sempre l’antimafia
al servizio delle carriere dei giudici, invece della buona vita. Protetta,
purtroppo, dalla politica (di sinistra).
Si terremota il calcio solo dopo il terzo
Mondiale, dodici anni, di calcio perduto. Sembra. Ma è sempre la stessa
manfrina, democristiana: Gravina, Abete, Lotito, Malagò, etc. - e non poteva mancare Renzi. Democristiani di
destra e democristiani di sinistra – si dice per dire. Il calcio, la ricerca
scientifica, l’energia, lo spazio sono feudi intoccabili.
Si può dire la Dc una scienza, del
potere. Sul principio indefettibile “nulla si crea e nulla si
distrugge, ma tutto si trasforma”, da Lucrezio a Lavoisier.
Ha dato all’Inter con la simulazione i
tre punti decisivi per vincere il campionato, e con la stessa noncuranza ha affossato
l’Italia ai Mondiale – che voleva e poteva andare al Mondiale del calcio, come
le spettava. Uno così in altro ambito ne uscirebbe distrutto. Nel calcio italiano
no.
Domenica delle Palme infausta per i
devoti cattolici. A Gerusalemme a opera dei “perfidi ebrei”. A Roma del sindaco
Gualtieri, che pure è della parrocchietta: il sindaco ha messo il petto in
fuori e ha proibito la circolazione. Ai non milionari – quelli che non hanno le
macchine elettriche. Non c’è rimedio, l’irenismo attiva fulmini e soprusi.

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