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Ingordigia e malamori
La
storia di due amiche, l’una bella l’altra studiosa, nelle spire di una
normalità assassina, il disturbo alimentare. Un film didattico, sugli eccessi e
i rischi della bulimia nervosa – divorare per vomitare. Sceneggiatura del libro
dallo stesso titolo di Maruska Albertazzi, che racconta di centinaia di storie
vere. Ed è dedicato a cinque giovani “che non ce l’hanno fatta”.
Di
questo “disturbo” psico-alimentare infatti si può morire, di infarto. Figurativamente
e in atto. Per inaffettività subite e per divorare il cibo (nel caso in
questione anche rubando lo street food dove capita), per poi ributtarlo - piegati sul water.
L’una per vivere sola in un ambiente frigido di lusso, l’altra per vivere stiracchiata
tra due genitori separati e in lite, l’uno con l’altro, col mondo, con la vita.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità i morti per disturbi alimentari, anoressia
e bulimia soprattutto, sono ogni anno più dei morti per incidenti stradali –
solo muoiono in silenzio.
Un
bel ruolo per la giovanissima Federica Pala - se solo alle giovani attrici
fosse insegnata un po’ di dizione, o altrimenti passarle alle doppiatrici. Isabela
Leoni prova a uscire dalla serialità ripetitiva, da pilota automatico, con
momenti di grade richiamo.
Isabella
Leoni, Qualcosa di lilla, Rai 1, RaiPlay
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