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Ombre - 816
Se si va, come Netanyahu ci prova, e
come le petromonarchie minacciano, a una guerra all oil, il mondo entra
in una crisi “di civiltà” come quella di
cinquant’anni fa, a seguito dell’embargo Opec, e la conseguente moltiplicazione dei costi dell’energia:
crisi prolungata, tagli radicali ali consumi elettrici, dagli ascensori all’illuminazione
pubblica, e alla circolazione auto, ristrutturazioni, fallimenti, durezze per tutti.
A beneficio dei petrolieri, di chi produce o commercia petrolio e gas. Che potranno
quindi anche questa volta festeggiare, ma anche loro coi fichi secchi.
Si ridacchia dell’era di Trump, l’apprendista
stregone dovunque mette le mani, ma la rovina è gia in atto, tutti i rincari di combustibile. elettricità, gas sono qui per restare.
Insistente, umiliante sensazione di squallore
delle vicende di governance, col rinnovo delle cariche sociali all’assemblea
dopo Pasqua, del gruppo bancario “centrale” dell’Italia, finanziaria e politica
Mps-Mediobanca-Generali. Liste e controliste,
di Grandi Azionisti anonimi, tutte ugualmente di ripescaggi e carrierismi
(autocandidature), quelle del 20 per cento e quelle dell’1: liste interminabili
di candidati - con Delfin (eredi Del Vecchio), l’azionista di riferimento, che
potrebbe non esprimersi…. Per fare che? Un posto al sole.
È finita male, lo stadio era
deluso, ma la partita Roma-Bologna è stata spettacolare. Per la coreografia,
per i cori, e per il gioco. Due ore di calcio, con i supplementari, di vero gioco
del calcio. Solo perché, la partita giocandosi tra squadre italiane ma in torneo
internazionale, l’arbitro non era italiano. On di quelli che fanno la “mamma”,
che spiegano, rimproverano, tollerano, s’inalberano. E quindi, miracolo, niente
discussioni, e niente simulazioni.
Si dice del calcio italiano che “non
esiste” perché giocano solo stranieri. Ma c’era molto di italiano sugli spalti
e in campo, di straniero c’era l’arbitro. E tanto è bastato.
Trump che invita alla Casa Bianca la premier
giapponese, e davanti ai giornalisti la insolentisce con Pearl Harbour, non fa
notizia. È invece di gravità eccezionale. Si può sempre considerare Trump un attore,
un buffone, un maniaco, tutto il peggio che si vuole, ma è l’America – nessuno ha
denunciato lo sgarbo (la “trumpeide” ogni giorno è agguerrita, non gliene passa
una).
E la storia americana è anche questa: guerre
in continuazione, da un secolo in qua, inframezzate da colpi di Stato, ora
assassinii mirati, di questo o quel Nemico, o anche soltanto Antipatico. Dice:
l’America non è questa. Sì, ma è anche quella che non trova sconveniente invitare
una gentile signora per insolentirla.
Fa senso “la Repubblica” he nell’ultimo
giorno utile per la propaganda referendaria si affida in prima e in abbondanza
a Giuseppe Conte. Che non è nessuno, anche se è stato a capo di due governi. Che
ha da insegnarci questo avvocato, nemmeno di chiara fama, che spessore
culturale, che idea politica? La massoneria è ridotta all’avvocato Conte?
Lacrime e attestati, “grande democratico,”
per Umberto Bossi. “De mortuis nihil nisi bonum”, certo. Ma questo ha
avvelenato la politica. Ha creato il “lumbrad”, seppure tra mille ridicolaggini,
ampolle, matrimoni dell’acqua, padanie, la moneta-marco, e ha incupito-indurito
buona metà degli italiani, quelli sopra l’Appennino. Fra tanti commenti non una
(semplice) analisi storica. Nulla neanche sulla Lombardia, i Veneti, il Piemonte
che quella valanga promossero e alimentano, i più ricchi del paese.
Solo Ceccarelli ricorda che “i
parlamentari che Bossi si portò nella capitale erano personaggi che allora
parvero pazzeschi, senza istruzione né ritegno”. Ma gli concede: “È possibile
che anche per lui si troverà un posticino nella storia che non sia legato solo
al grottesco”.
Curiosamente - curiosamente per
Bianconi che fa l’elenco, da persona onesta – la ragione prima del No al
referendum è che la giustizia in Italia soffre di molti mali, e che la riforma
che va al referendum non ne risolve nessuno. Un’argomentazione ineccepibile, da
vero logico - da asino di Buridano.
Sono sempre crudeli le cronache, seppure
minime, da Israele nei territori che Israele occupa. Ancora in Cisgiordania, e
in Libano dopo Gaza. A opera di un esercito di leva, di giovani cioè. Molto criticato
in America, specie fra gli ebrei americani. Ma non in Europa. Non in Italia. La
politica dello struzzo non è cattiva solo moralmente.
Si fa con rispetto la cronaca dell’arresto
di un giornalista romano di 48 anni e della sua amante, una insegnante romana
di 52, per violenza sessuale aggravata su minori - la figlia e i nipoti dell’insegnante.
Lui ha un lunghissimo nome invece della realtà: “Giornalista romano, 40enne, sposato
con due figli, passato dalla carta stampata alla vicedirezione di un tg
nazionale, quindi a quella della comunicazione di un’importante azienda a
partecipazione statale e infine di una società hi-tech”. Auff! tutto pur di non
dire il nome. F se fosse stato un politico, un manager, uno sbandato?
Il “caso Delmastro”, un vice-ministro della
Giustizia che si fa fotografare abbracciato a un mafioso, scoppia l’antivigilia
della chiusura della campagna referendaria sulla giustizia. Poi dice che non c’è
la giustizia politica, a orologeria. Se si potesse, votando o non votando, cancellare
tutto il “sistema” giudiziario, quella sì sarebbe una vera riforma – rivoluzionaria.
Peggio non si potrebbe fare anche
senza.
Come è insulsa la querelle Giuliuerele uli-utafuoco sla Rssia alaBienale. Noeye ce veder cn la Bienale
de isend, che Rpa di Meana or-Buttafuoco
sula Russia alla Biennale. Rispetto alla Biennale del Dissenso, sempre a
proposito della Russia, voluta da Ripa di Meana quasi mezzo secolo fa, nell’autunno
del 1977. Allora il partito Comunista la avversò, anche allora con molti
giornali al seguito, perché, indipendente da Mosca e tutto come diceva, Berlinguer
ne negava il totalitarismo – che tutti vedevano e soffrivano. Oggi la
situazione si direbbe migliorata – sono solo due camerati, ex, che fanno i
burocrati. O era meglio al tempo dell’Urss – e del Pci indipendente dall’Urss?
“Perché l’Italia sta trasformando il suo
gigante assicurativo in una pedina di politica di potere” è enigma che solo
“The Economist” tenta di decifrare. In Italia no – Generali? che squadra è? Che
un signore siculo-romano di 80 anni, con una famiglia complicata e eredi non all’altezza,
si sia comprato Mps, Mediobanca, Generali e prossimamente Bpm, senza dire che
cosa ne vuole fare - in mancanza anche dei “chi”, né figli né collaboratori. E
che tutto sia stato creato da Meloni. Alla quale però tutto viene rimproverato,
ma non questa (assurda) operazione – Meloni che l’ha costruita con Girogetti
(Lega), con la finta asta per le quote Mps e il blocco della finestra aperta da
Unicredit sulla sporca faccenda.
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