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domenica 16 agosto 2026

Il mondo com'è (499)

astolfo

Paul Goodman – Dimenticato, e anzi cancellato, dall’editoria e dagli studi, storico-letterari e critici, è immortalato come suo maestro e ispiratore da Susan Sontag da sempre, da quando adolescente puntava all’università. Sui 16-17 anni, nel suo ricordo in morte di Goodman, sulla “New York Review of Books nel 1972 (il ricordo apre la raccolta “Sotto il sole di Saturno”): “Ho letto tutti i suo libri.. .. Non c’è stato appartamento in cui ho vissuto gli ultimi ventidue anni che non abbia contenuto la maggior parte dei suoi libri”.
Era all’epoca, ancora nel 1972, uno degli ispiratori della ricolta giovanile degli anni 1960. Molto attivo già negli anni 1940. alla rivista “Politics”, alla quale lavora con C. Wright Mills e Dwight McDonald, e nell’introduzione in America della psicologia e terapia della Gesaltt. E ancora negli ani Cinquanta, col Living Teathre di Julian Beck e Judith Malina. Uno dei protagonisti della scena intellettuale newyorchese e americana. Ha anche una pagina nella Anarcopedia. Ma del tutto dimenticato.
 
Xavier Milei
– Il presidente argentino dalla folta zazzera con la motosega, per disboscare lo Stato, è di formazione economista, studioso della Scuola Austriaca (Carl Menger, Bōhm-Bawerk, von Wieser, von Mises, von Hayek – molto barbuti, molto rispettabili). Da lui elaborata in una prospettiva “anarco-capitalista” - una non avventata elaborazione del liberalismo lo fa approdare, coerentemente, all’anarchia.
 
Pondus
– È la parola latina e la misura probabilmente di più lungo corso e di più vasta applicazione: pound in inglese, Pfund in tedesco, funt in russo. E dovunque con la stessa portata\misura, 0,453 kg.
Solo in italiano (nelle lingue neo-latine: castigliano, francese, rumeno, ladino) la stessa misura si denomina diversamente: lìbbra - da libra¸la bilancia.
 
Savitri  Devi – Michel Houellebecq la menziona nel suo ultimo romanzo, “Annientare”, come Maximine Portaz. È il suo vero nome. Morta nel 1982, in Inghilterra, e presto dimenticata, è stata un personaggio di peso, severa e nello stesso tempo molto impegnata, dell’estrema destra nel campo  ecologico. Nazista entusiasta in gioventù, negli anni1930, apostola e organizzatrice del neonazismo, anche non ecologico, nel dopoguerra.
Si può definire in’intellettuale francese – ma lei ambiva a un’origine franco-greca - di metà Novecento. Al secolo Maximine Portaz, o Maximiani Julia Portgas, come lei si declinava, nata a Lione, 1905 (data di nascita più attendibile) -1982. Nata in Francia da madre inglese e padre italo-greco, addottorata in Matematiche, con tesi di dottorato su Gottlob Frege e Bertrand Russell. Ammiratrice fervente di Hitler, antisemita, futura negatrice dell’Olocusto, e forse spia tedesca in India – allora sotto dominio britannico – nella guerra.
Prese il nome Savitri Devi, divinità-dea del sole, dopo essersi convertita all’induismo ed aver sposato un bramino. Animatrice e \o anticipatrice dell’ecologia  radicale o profonda. Sostenitrice  del sistema delle razze in India, archetipo delle leggi razziali che avrebbero governato il mondo ordinatamente, tenendo separate le razze. Sostenitrici dell’arianesimo. Di cui ha teorizzato da ultimo l’origine “polare”.
 
Johnny Torrio – È esistito, ed è anche un personaggio (minore) di da Empoli, “Il mago del Cremlino”. “Presidente del consiglio” dei mafiosi di Chicago, subito dopo la guerra, la Grande Guerra, un vero boss, “rispettato” da tutti. Fino a quando non emerse nelle sue truppe un tipo che voleva prendere il suo posto e si chiamava A.Capone. E fu così che, nel 1924, un pomeriggio di gennaio, verso le cinque, Johnny Torrio, il presidente del consiglio dei mafiosi di Chicago, si accascia crivellato di pallottole davanti casa. Lo portano all’ospedale, e lui dice alla polizia: “So chi ha fatto il colpo, ma non sono un confidente”. Poi, quando sta meglio, chiama Al Capone, gli dà le chiavi del business e gli dice che ha voglia di rientrare in Italia. Risultato: “Ha vissuto ancora quindici anni, per grazia di Dio, ed è morto tranquillamente nella sua casa a Brooklyn”. (G. da Empoli,”Il mago del Cremlino” § 25).
 
Rodolfo Valentino – Si celebra per i cento anni della morte, il 24 agosto 1926, a New York (a 31 anni, di peritonite trascurata), da ultimo su otto pagine del settimanale “Robinson”, sempre e solo come il modello del latin lover. Per la capigliatura folta impomatata, e lo sguardo assassino, da miope. Trascurando, anche nelle biografie, i dati familiari e personali delle origini. Si sa che è pugliese di origine, ma non che di madre francese, Marie Gabrielle Bardin, istitutrice o dama di compagnia dei marchesi Giovinazzi di Ducenta (la marchesa era una Ruffo di Calabria), e di padre veterinario, già capitano di cavalleria, appassionato di araldica (per la quale s’inventerà molti avi), Giovanni Guglielmi. Battezzato come Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi. Terzo di quattro figli, Beatrice, Alberto e Maria. Con la famiglia costretta presto a spostarsi, prima a Taranto in casa di amici, poi a Perugia, dove la madre aveva trovato occupazione. A Perugia fu interno per tre anni, fino ai 154, in un convitto  dell’Onaosi (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani). Un adolescente sgraziato, e indisciplinato. Espulso, tentò l’Istituto Nautico di Venezia. Ma non fu accettato per la miopia, e altri problemi fisici. Riuscì a diplomarsi in Agraria, a 18 anni, a Genova, e ritornò a Taranto, da famiglie amiche.
Una biografia giovanile molto “contemporanea”, da generazione Z. Da Taranto partì all’avventura per Parigi. Dove si trovò occupazione come ballerino nei club. Non guadagnò abbastanza e se ne tornò a Taranto. Dove si diffondeva la fama dei successi in America di un musicista locale, Domenico Savino, di famiglia amica dei Guglielmi. Partì allora, aveva 18 anni, per New York. Savino lo introdusse al night-club  di buona fama “Maxim”, dove fu assunto come taxi dancer, “partner a pagamento per balli di coppia”. E la fortuna cominciò, con le gentildonne.
Rodolfo aveva preso l’onda giusta. Rafforzata dai legami che presto stabilì con ballerine di lungo corso che avevano formazioni proprie,Bonnie Glass e poi Joan Sawyer. Si fece un certo nome, e passò sulla West Coast, a San Francisco, attore-cantante-ballerino di operette. Poi Hollywood. 

astolfo@antiit.eu

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