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Si dice corruzione ma il danno è da negligenza
Analizzando i dati dell’Anac, l’ Agenzia
anti-Corruzione, Giuseppe Pasquale, tributarista emerito, accademico e al “Sole 24 Ore”, scopre che in
oltre sei anni i procedimenti
trasmessi per legge all’Anac dalle 100 procure inquirenti, prevalentemente per
reati corruttivi, sono stati 141, meno di due al mese in tutta Italia. È tutta
qui la corruzione? “Il danno economico più ingente alla collettività non deriva affatto dalla
corruzione, bensì dalla semplice negligenza, assolutamente più diffusa e nefasta
della prima”, può sintetizzare il magazine.
Si
parte dalla temibile Corte dei Conti, di negligenza massima. La fittissima
normative anti-corruzione che poi finisce nell’inapplicazione è infatti seguita
a una falsa stima che la Corte ha fatto nel 2012. Il
16 febbraio 2012 il procuratore generale
della Corte dei Conti dava il danno da corruzione in Italia in 60 miliardi
l’anno. “Cifra clamorosamente smentita dal Sole 24 Ore quattro anni dopo, il 21
agosto 2016”, ma “con una titolazione eloquente: «La leggenda dei 60 miliardi,
stima falsa che tutti citano»”.
Nel frattempo, però, la Corte dei Conti aveva generato l’affrettata
legge n. 190 del 12 dicembre 2012, “tuttora in vigore e foriera di soluzioni
burocratiche alquanto discutibili: con autocertificazioni surreali che nessuno
controlla, con piani anticorruzione che nessuno legge, con una sfilza di corsi
di formazione che insegnano l’ovvio (“oddio, quanto è spregevole il corrotto”)”.
La corruzione certamente c’è. Ma in misutra ridotta. Il
dano , alla spesa pubblica, è sopfrattutto effetto della negligenza”. Per la
mancata applicazione, o inappòlkicabilkità, dele leggi anti-corruzione. “La
negligenza – sia quella colpevole, sia quella borderline (protette, da
ultimo, da ampi margini di impunità) – è ciò che alimenta, per davvero, la
stragrande maggioranza delle inefficienze, ivi compreso il danno erariale
nazionale”. E qui l’esperto porta un caso che ancofra brucia: “Com’è accaduto,
a esempio, con il dl n. 39/2024, dove si è aspettato il 29 marzo 2024 per porre
fine alle proroghe del superbonus edilizio, nonostante che, ‘distrattamente’ e
senza ipotesi di dolo, fossero frattanto state autorizzate, sia
dall’amministrazione (Rgs) sia dalla politica (il Ministro dell’economia e
delle finanze), spese allo scoperto per decine di miliardi”, benché fosse noto “l’avvenuto
esborso di agevolazioni superbonus per 33,7 miliardi oltre la copertura
finanziaria”..
Giuseppe
Pasquale, Corruzione? Meno del previsto, “Start Magazine”, in libera
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