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Il comunisno scappa sempre
“il Manifesto” ristampa
per i suoi 55 anni la prima pagina del numero zero, la prova del giornale,
approntato il 16 aprile 1971 – “un giornale «vero», fatto con le notizie del
giorno” e stampato in bozze. Su otto articoli cinque sono sulla Cina. Bene,
cioè normale, non sorprendente, trattandosi di comunisti in dissidio col
partito Comunista italiano, filorusso. Il titolo complessivo è trionfalistico: “La
Cina rompe l’assedio internazionale e sposta gli equilibri mondiali”. La
rivoluzione? No, cioè si, ma è, non menzionata, la “rivoluzione” di
Kissinger, la 2diplomazia del ping-pong”.
Il “fondo” (commento), di
Rossana Rossanda, senza citare Kissinger lo spiega. Pechino ha invitato ai suoi
giochi di ping-pong una squadra americana e il premier in persona, il
potentissimo Chu- en-lai, li ha incontrati. Mentre a Washington il presidente
Nixon annunziava un piano in sei punti per togliere la Cina dell'isolamento,
politico e economico, in cui era avvolta, la Cina di Mao, dalla fine della
guerra.
La cronaca correttamente
prospettava l’ingresso della Repubblica Popolare all’Onu - con un seggio
eventualmente, naturalmente, permanente in Consiglio di sicurezza. Ma riferiva
anche che Mosca era scontenta, molto. E preoccupato era anche il commento
del giornale. Rossanda si chiede se anche la Cina non si siederà al tavolo dell’imperialismo:
“Compagni e militanti si sono interrogati ieri, non senza incertezza. Si erano
già interrogati sulla posizione della Cina nei confronti del Pakistan;
s'interrogheranno domani sull’invito del governo cinese a una signora non
particolarmente benemerita della rivoluzione? Sorella d’un tipico «lacchè degli
imperialisti», lo scià di Persia”. La signora era nientemeno che Ashraf, la
gemella dominante dello scià, da ultimo immobiliarista a Teheran, con truffe
che aprirono le proteste fatali al regime.
Un commento - la
preoccupazione - e una commemorazione che dicono il comunismo sempre più in là, come
ritroso o in fuga - una chimera.
“il manifesto”,
reprint n. 0, 16 aprile 1971 - col quotidiano in edicola
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