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martedì 28 aprile 2026

Il comunisno scappa sempre

“il Manifesto” ristampa per i suoi 55 anni la prima pagina del numero zero, la prova del giornale, approntato il 16 aprile 1971 – “un giornale «vero», fatto con le notizie del giorno” e stampato in bozze. Su otto articoli cinque sono sulla Cina. Bene, cioè normale, non sorprendente, trattandosi di comunisti in dissidio col partito Comunista italiano, filorusso. Il titolo complessivo è trionfalistico: “La Cina rompe l’assedio internazionale e sposta gli equilibri mondiali”. La rivoluzione? No, cioè si, ma è, non menzionata, la “rivoluzione” di Kissinger, la 2diplomazia del ping-pong”.
Il “fondo” (commento), di Rossana Rossanda, senza citare Kissinger lo spiega. Pechino ha invitato ai suoi giochi di ping-pong una squadra americana e il premier in persona, il potentissimo Chu- en-lai, li ha incontrati. Mentre a Washington il presidente Nixon annunziava un piano in sei punti per togliere la Cina dell'isolamento, politico e economico, in cui era avvolta, la Cina di Mao, dalla fine della guerra.
La cronaca correttamente prospettava l’ingresso della Repubblica Popolare all’Onu - con un seggio eventualmente, naturalmente, permanente in Consiglio di sicurezza. Ma riferiva anche che Mosca era scontenta, molto. E preoccupato era anche il commento del giornale. Rossanda si chiede se anche la Cina non si siederà al tavolo dell’imperialismo: “Compagni e militanti si sono interrogati ieri, non senza incertezza. Si erano già interrogati sulla posizione della Cina nei confronti del Pakistan; s'interrogheranno domani sull’invito del governo cinese a una signora non particolarmente benemerita della rivoluzione? Sorella d’un tipico «lacchè degli imperialisti», lo scià di Persia”. La signora era nientemeno che Ashraf, la gemella dominante dello scià, da ultimo immobiliarista a Teheran, con truffe che aprirono le proteste fatali al regime.
Un commento - la preoccupazione - e una commemorazione che dicono il comunismo sempre più in là, come ritroso o in fuga - una chimera.
il manifesto”, reprint n. 0, 16 aprile 1971 - col quotidiano in edicola


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