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La coltivazione della sconfitta - o l’anti-Liberazione
“La coltivazione della catastrofe non è strana per una borghesia uscita
dalla coltivazione della sconfitta. Politici del governo e dell’opposizione
hanno comune origine dal tronco del blocco antifascista, alleato dell’ufficiale
nemico del tempo.
“Noi proletari e rivoluzionari, che non abbiamo nemici nazionali,
possiamo ben dirlo, mentre la classe dominante discute la indegnità dei suoi
ammiragli, che avrebbero coscientemente portato i piccoli incrociatori «carta
velina» sotto il tiro implacabile e centrato col radar delle dreadnoughts
britanniche, mentre i tiri dei loro cannoncini bucavano il mare a mezza
distanza. Non eravate tutti, nemici tra voi oggi, alleati degli inglesi, che
portavano qui e sbarcavano ad Augusta la civiltà che vi ha figliati, e non
dovreste far parte a quegli ammiragli delle vostre decantate medaglie al valore
partigiano?
“Da quando la borghesia girava avanti la ruota della
storia e portava innanzi con un’amministrazione nuova e audace l’attrezzatura
della specie umana, le dichiarammo la guerra di classe e ne tracciammo
l’itinerario nefasto e distruttore... Ma le vicende della storia italiana sono
utili a provare nel modo più evidente che la classe operaia non può fare altre
conquiste, nemmeno minimaliste, se non si spiantano e si spianano due bordelli:
il parlamento elettivo e la macchina amministrativa.”- Amadeo Bordiga, “Il
disastro calabrese, o la coltivazione delle catastrofi”, 1953
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