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sabato 2 maggio 2026

Quando la fabbrica è – era - vita o morte

I soliti tycoon americani rilevano la cartiera e al solito licenziano i vecchi esperti – il futuro è tecnologico. È lo scivolo verso il disastro – non tutto insieme, uno scalino dopo l’altro. Sullo sfondo di una famiglia felice e felicissima, lui tecnico di produzione che sa tutto della carta ed è innamorato della natura, nella casetta di campagna dei genitori che ha rilevato, con una compagna da sogno e i suoi due figli altrettanto deliziosi. Quando il Cattivo Americano irrompe con la ristrutturazione, e un nuovo lavoro – una nuova mentalità – risulta impossibile da ricostituire, tutto scivola, ineluttabile, verso il disastro.
Una serie di disgrazie da togliere il respiro ma un film didascalico: cosa succede quando “si perde” il lavoro a una certa età. Con atmosfere, ritmi, personaggi, dialoghi, perfino le inquadrature, da cinema neorealista – il cinema coreano, che vince gli Oscar ultimamente, ne ha adattato le tecniche. Questo fa leva sull’ondata di “ristrutturazioni” che si ebbe negli anni 1990 per effetto della globalizzazione. Oggi forse fuori tempo, la fabbrica non è più apprezzata, né indispensabile. 

Si penserebbe un remake di Soldini, “Giorni e nuvole”, con Buy e Albanese, ma la trama sarebbe di Donald Westlake, il giallista, “The Axe”, 1997 – un racconto già adattato al cinema con lo stesso titolo da Costa Gavras vent’anni fa (due prima di Soldini).  
Park Chan-wook, No other Choice – Non c’è altra scelta, Sky Cinema, Now

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