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La sfida vincente alla Dottrina Carter
Epic Fury
o Epic Gamble, azzardo epico, come ha voluto subito il “Financial
Times”? A due mesi dalla guerra “stravinta” gli Stati Uniti sono impaniati nelle
sottigliezze iraniane, il Blitzkrieg è finito nel pantano. E fino ad ora gli effetti sono negativi, e anche molto, per
l’“Occidente” - a parte l’industria degli idrocarburi americana, che si
rifinanzia e ricapitalizza con i prezzi alle stelle.
Èpic Fury è stato una copia di Desert Storm, il bombard amento
congiunto, in quel caso tra Stati Uniti e Gran Bretagna, concertato, quotidiano,
dal 17 gennaio al 23 febbraio 21991, contro l’Iraq di Saddam Hussein, che aveva
invaso il Kuwait e minacciava l’Arabia Saudita. Raf e Usaf bombardarono caserme, aeroporti,
schieramenti iracheni di fanteria, facilmente identificabili nel territorio
desertico, con poco contrasto dall’aviazione irachena: furono cioè efficaci all’obiettivo,
recuperare i territori invasi. L’obiettivo di Epic Fury non è stato dichiarato ma,
quale che sia, non è stato raggiunto: l’Iran non si ritiene battuto militarmente
e negozia da posizione palesemente di forza – pone condizioni. Nel presupposto cioè
l’America non possa continuare indefinitamente la guerra. Essendo stata battuta
a Hormuz, senza combattere, sulla Dottrina Carter, che regge la politica
americana nel Golfo.
La dottrina Carter è all’origine della forza americana di intervento rapido,
la Rapid Deployment Force, e della presenza “significativa” della Us Navy, della
Marina americana, nel Golfo e nell’oceano Indiano. Fu elaborata in seguito all’invasione
sovietica dell’Afghanistan nel 1979, da Zbigniew Brzezinsky, consigliere di
Carter per la sicurezza nazionale, e presentata dal presidente al Congresso il
23 gennaio del 1980. Col fine dichiarato di tenere i sovietici “lontano dal Golfo Persico”. Carter annunziava che gli Stati Uniti
consideravano il Golfo area nevralgica per gli interessi nazionali, e avrebbero
utilizzato la forza per difenderne l’autonomia e la libertà di circolazione.
Una serie di accordi con le petromonarchie hanno poi portato a una presenza stabile
di forse americane sulla sponda occidentale del Golfo.
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