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venerdì 1 maggio 2026

Secondi pensieri - 583

zeulig


Identità – Non è un dato di fatto, è una percezione, variabile. Il trisnonno di Cesare Cases, rabbino a Reggio Emilia, la città del tricolore, si presentò a Napoleone Primo Console per rimproverarlo di aver distrutto l’identità ebraica con l’abolizione dei ghetti e delle interdizioni.  
 
Libertà – È “generale”, sociale – di una società ordinata alla libertà. Concepita per l’Individuo e sull’Individuo, è sempre possibile nella forma dell’anarchia, l’esito di ogni integralismo liberale-libertario. Ma allora dell’esclusione e del rifiuto. La libertà si vive – si gode, se ne beneficia, anche nelle forme della resistenza, della persecuzione, del martirio – se e in quanto è condivisa.
 
È liberazione – un processo. Per trials and errors, ma in ambito-ambiente adatto. Cioè tollerante. Della possibilità di errore.
 
Opinione pubblica – È sovrastante – illiberale – se non mediata senza pregiudizio, in dibattito tra pari (cultura, informazione) e su principi condivisi. Altrimenti inevitabilmente viziata, come lo è la comunicazione, che ha un emittente o mediatore e un recipiente – un maestro e un seguito. La libertà di parola libera sul presupposto dell’uguaglianza, di conoscenza, cultura, e in fondo intelligenza Senza questo correttivo la comunicazione parte aristocratica, bilanciata, tra un esperto e un fruitore, tra il colto o furbo o abile, e l’incolto, o credulone o succube. Implica la capacità o possibilità di capire, inquadrare, connettere, argomentare.
Per lo più è propaganda, con i mass media ancora prima che con i social.
Si salva per la parte informazione, ancorché a senso unico, da fornitore a recipiente, in quanto esperta, analitica, condivisa senza preconcetto.
 
È la base e il cemento della democrazia – il dibattito libero, la libertà di parola. Ma la democrazia implica che le parti debbano essere capaci di decidere a ragion veduta, di scegliere su presupposti definiti e chiari.
 
Storia – “Origina come mito”, e diventa una “memoria sociale” a cui si può fare riferimento “sapendo che fornirà giustificazione alle loro attuali azioni e convinzioni” – Ralph Turner, lo storico americano di Yale che fu tra i promotori nel dopoguerra dell’Unesco.
La “favola condivisa” di Napoleone?
 
Prevale il senso - quasi un piacere – della congiura. Che ha radici nobili, non si può non dire: prima di Étienne Gilson e l’avversata secolarizzazione c’è Héraut de Séchelles con le quattro innovazioni: la patria in pericolo, la legge dei sospetti, il piede nei due blocchi, l’ateismo religioso – centauro oggi socialfascista, fasciocomunista, già cattocomunista e repubblicocomunista.
 
Tecnica - Un secolo di filosofia contro la tecnica e la democrazia livellatrici, a scapito dell’individuo e la sapienza, manovrato, si direbbe con vecchia terminologia, dal Maligno. Non grande filosofia, inclusi i nichilisti massimi, Heidegger, Jünger, Nietzsche stesso, benché calligrafi – ma, poi, l’anarchia finisce in reazione? In alternativa al tomismo, Lumi compresi, s’è trovato il niente, o l’ateismo di Sartre e Malraux, che solo si vogliono falsari e ladri - specialmente di fighe, quelle che aprono la bocca allo stupore. Questa in sintesi la filosofia ultima dei massimi sistemi: il rifiuto della tecnica, cioè del mondo, cioè di sé e dell’essere – nel mentre che se ne tenta, seriosamente, l’infantile duplicazione o clonazione, prima corporea ora mentale. Meglio ridetto: il rifiuto di sé, che si camuffa da rifiuto del mondo, cioè dell’incolpevole tecnica, e s’adagia nel complotto, che si vuole progetto. E la vita intristisce. Con l’intellettuale ridotto a mosca indiscreta che pensa d’avere in mano il fulmine e scaglia punture. Agevolando il progresso, se promuove l’Autan.
La rivoluzione è stata igienica con Semmelweiss, consumatrice col fordismo, una sirenusa, e con l’automazione e l’IA punta ora sul tempo libero – che si vuole, surrettiziamente “liberato”. Ma non si può dire.


Verità - La verità Heidegger differenzia dalla falsità solo per pochi tratti. E ancora, essi sono rilevabili, definibili, solo eticamente: dipende da ciò che si vuole.
 
La bugia è inafferrabile se il suo autore ne è pure regista: Epimenide cretese, Amleto - non nel caso del bugiardo semplice attore: Pinocchio. Per questo sono inestricabili gli intrighi degli sbirri. Però sono manifesti.
 
La verità emerge ascoltando Beethoven suonato da Fischer. Beethoven ha sempre questo effetto, di liberare la mente. Quando tutto è stato detto, la verità è invece un’altra. La verità è sempre semplice, la verità delle cose, quella delle persone anche, non ha bisogno di applicazione, ma vuole mente sgombra.


zeulig@antiit.eu

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