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Lo sgambetto della Ragioneria a Meloni – o è la manina leghista
Il 3,01 per cento di disavanzo che condanna
l’Italia all’impecuniosità - e Meloni al sicuro pollice verso al voto di maggio
- non è un errore ma un “un caso di sciatteria” della Ragioneria dello Stato –
ma “sciatteria” è un eufemismo, non si fanno “errori” alla Ragioneria. Lo spiega
Gianfranco Polillo, l’economista, ex vicesegretario del partito Repubblicano,
sottosegretario all’Economia nel governo Monti:
https://formiche.net/2026/04/istat-meloni-polillo-mef/
Ci sono stati errori di calcolo: il disavanzo
da colmare non era di 600 milioni ma del doppio. È su questo che Bruxelles si è
impuntata. Ma non era difficile, malgrado lo scostamento, risolvere la questione
rimettendo l’Italia in bonis: “Il Mef, e in particolare la
Ragioneria generale, avevano tutto il tempo per gestire le entrate e le spese
dell’ultimo trimestre per conseguire quel risultato”, il rientro dell’Italia
dal deficit eccessivo. “Come? Anticipando alcune entrate o ritardando alcune
spese, come si fa in qualsiasi struttura economica: sia pubblica che privata”.
Come fa qualsiasi ragioniere.
Si fa finta di nulla, ma impedire al governo di spendere in un anno elettorale è una ghigliottina armata su Meloni. Da
parte di Giorgetti, ministro leghista dell’Economia.? O da parte della burocrazia
principe dell’Economia, rimasta sempre “democristiana”?
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