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Appalti, fisco, abusi – made in Rome (246)
“Da Ostia ai cancelli dei pochi stabilimenti aperti è lunga la fila dei
cittadini bagnanti alla ricerca disperata di un posto al solo (che non ci sarà)
nella stagione balneare appena iniziata”. Con i prezzi, di cabine e anche ombrelloni
e anche lettini e sdraio ovviamente impazziti. È il terzo regalo stagionale
della giunta Gualtieri a Roma ai nuovi “balneari”, cioè agli amici degli
amici.
La legalità come porto della corruzione era da inventare – per il terzo
anno il Campidoglio si sveglia a maggio con le concessioni balneari.
“Riaperte le spiagge libere”, sempre a Roma, ai famosi “cancelli”, sette
o otto, che erano la spiaggia della tenuta presidenziale di Castelporziano,
macchia mediterranea fiorente, regalata dal presidente Pertini a Roma. Riaprono,
tardi, “senza servizi” – come dire: “Andate negli stabilimenti”. I “cancelli” avevano
servizi lussuosi: grandi edifici rotondi, con i servizi igienici, spogliatoi,
qualcuno anche con armadietti. Nonché un servizio di vigilanti.
Sempre a Roma, business autovelox: “75 nuovi autovelox”, “con
multe da 33 a 3.300 euro”. È il programma del sindaco Gualtieri. Un programma “verde”,
per “diminuire la concentrazione di smog”.
Ma non è solo ipocrisia: la politica degli appalti è vasta (gli
autovelox, contestabili, già contestati, sono piccola cosa): il Campidoglio ha
speso 4 miliardi di con tributo statale al Giubileo 2025 per rifare i marciapiedi
– alcuni. Con cantieri lunghi anche più di un anno.
“Lavori lunghi 14 anni, è pronto il parcheggio Arnaldo da Brescia”.
Alleluia! Ma è la normalità a Roma. Dodici anni per fare una stazione della
metro, con sconvolgimento di quartiere e circolazione, alla Chiesa Nuova come
in piazza Venezia - dodici anni almeno, tutti sanno che saranno venti e più.
Ma senza scandalo, la città è abituata.
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