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L’amazzone è in età ma vince sempre, nella moda
Donne contro donne – che va bene per gli uomini,
ma anche per le donne - ma risolute, intraprendente, risolutive. Cioè di
successo. Uomini buoni ma inetti – anche quando, nell’intimo, gay. La formula
non è invecchiata nei venti anni – ricorrenza che il film celebra. E la caccia
alla direttrice di “Runaway”, la rivista che fa la legge nella miniera della
moda, enigmatica e (sempre) vincente, si
risolverà anche questa volta, dopo trappole e peripezie, a Manhattan e a
Milano, anche con l’elicottero, e sul lago di Como in motoscafo, come ci si
aspettava: l’intelligenza trionfa, ancorché antipatica – la pensione di Miranda
col marito, c’è un marito, è rimandata, e la compagnia delle figlie, ci sono
due figlie.
Stesso regista, poco variata la storia. Il sequel
mantiene personaggi e schemi del primo film, che fu l’inatteso grande
successo del 2006. L’unica differenza si direbbe la sostituzione di
Dolce&Gabbana per la Prada del titolo.
L’antipatia in questo sequel è ridotta,
perché le pose per Meryl Streep sono un paio, forse tre o quattro (è anche ripresa
da dietro), ripetitive, non deve fare molte “facce. Anzi, l’espressione è
sempre la stessa, il film lo conduce Anne Hathaway, già segretaria bistrattata
qui giornalista d’inchiesta licenziata, che “Runaway” ripesca e che tutto muove
e tutto alla fine risolverà. Con Stanley Tucci, solitario paterno direttore
grafico – dalle amicizie giovanili maschili. Ma in più c’è lo spettacolo: la
seconda parte si svolge in una Milano lussureggiante, ogni inquadratura più
ricca della precedente, di ambienti, esterni e interni sempre golosissimi, e affollate
sfilate, a riconoscerli, di “personalità” (l’elenco finale è di molte decine di
“nomi”, se non un centinaio, Lady Gaga, i Cucinelli, Domenico Dolce, Donatella Versace,
Tina Brown….), con i laghi per intermezzi scenografici, la villa ex di Clooney
compresa.
Sbanca al botteghino, con 240 milioni d’incasso
nel primo week-end - 14 o 15 nella sola Italia nella prima settimana (pienone
in Lombardia).
David Frankel, Il diavolo veste Prada 2
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