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martedì 5 maggio 2026

Attenti al fascismo, si vuole antifascista

Di tanto antifascismo, odierno, verrebbe da dire, fanno giustizia le due paginette introduttive: l’antifascismo non legge – e che altro fa, fuorché appuntarsi medaglie?
Dichiarando la passione giovanile per linguaggi e cerimoniali del fascismo - ma già dubbioso negli anni 1930 - Brancati può affrontare senza remore l’antifascismo di comodo o copertura: le note di cui al titolo del volumetto riconsiderano, in breve, gli italiani e la democrazia, “dopo” il fascismo. La retorica – già del ventennio, con i nomignoli e le barzellette – dell’antifascismo nel dopoguerra. Che peraltro di ombre resta pieno. Col Natale di ex generali, federali, questori, vice-federali lieto e opimo, anche di considerazione. Con i profittatori senza vergogna, sotto l’ombrello di un “buon avvocato”, uno antifascista.
Un Brancati sociologo politico, che ala verve ironica mette di proposito la museruola. Otto testi brevi, di considerazioni o racconti, più un saggio letto nel 1952 a un convegno parigino (a un Centre des Relations Internationales) dal titolo “Le due dittature” – quelle degli stupidi e quella dei “derelitti”, i meno abbienti, le due gambe dei fascismi.
Vitaliano Brancati, I fascisti invecchiano, Passigli, pp.105 € 9,50

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