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Trump si è messo contro le destre europee
O “Come Trump ha frainteso l’Europa”. Un primo
esame del “rovesciamento” trumpiano delle relazioni Usa-Europa, alla luce dei presupposti
MAGA, del movimento americano di destra di cui Trump è l’esponente.
“Un rapporto conflittuale con l’Europa” fa “comodo
al movimento MAGA”? È dubbio. L’amministrazione Trump afferma “regolarmente che
i problemi principali dell'Europa sono l’immigrazione, la perdita di sovranità a
favore della Ue e una sfera pubblica non abbastanza conservatrice. Questa tesi è stata espressa in
modo specialmente da vicepresidente Vance un ano fa, ala conferenza per la
Sicurezza di Monaco di Baviera: “In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo che
la libertà di parola sia in declino”. Ma, “dopo oltre un anno di tentativi, l’amministrazione
Trump non è riuscita nemmeno ad avvicinarsi alla formazione di una coalizione
di partiti di estrema destra in Europa”. Anzi, ha i partiti di destra avversari
se non nemici: “I dazi arbitrari, gli attacchi verbali e le minacce
territoriali di Trump sono difficili da digerire”. Tanto più che “la maggior
parte dei partiti nazionalisti in Europa ha anche un retaggio di
antiamericanismo”. Come si è visto in Ungheria.
La sconfitta di Orbàn in Ungheria ha allontanato
le destre europee dalle professioni di vicinanza all’America, se ancora la praticavano.
Senza contare che “il sostegno aperto ai partiti e ai candidati di destra
europei ha danneggiato il rapporto di Washington con i leader europei che non
appartengono all’estrema destra”.
Liana Fix-Michael Kimmage, How Trump Misread Europe, “Foreign Affairs”, free
online (leggibile anche in italiano, Come Trump ha frainteso l’Europa)
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