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lunedì 4 maggio 2026

Roma capitale, degli amici

Il Pd non vota la legge per Roma Captale che il governo ha approntato col sindaco Pd di Roma Gualtieri. Per una ragione che si sa ma non si dice – le cronache romane si guardano bene dall’indagare. Se non che oggi l’intervista dell’on. Morassut, “ex campione di atletica leggera” sul “Corriere della sera-Roma” oggi riesce perfino a sgomentare per l’allusività: “Dentro il campo largo qualche divergenza può capitare, ma le risolveremo. Ci vuole il passo del podista, il fiato lungo di una gara di fondo”. Ma non si tratta di divergenze politiche, si tratta di interessi. Di appalti, di sottogoverno se non di corruzione. appalti. Attraverso le “priorità” per Roma che il governo dovrà pagare, se rifare prima e di più le strade, o i parchi, o i parcheggi, o i monumenti, magari la “rasatura” delle Mura Aureliane, prima che le erbe infestanti le facciano crollare – e magari dragare il Tevere nel percorso urbano, prima che tracimi? E\o facilitare il cambio di destinazione d’uso – il vicariato di Roma ha migliaia di ettari in città di conventi vuoti e chiusi, da anni, da decenni). Perché ogni gruppo, e i Dem ne hanno tanti, ora di più nel campo largo, è di interessi, pratici, di soldi, non di faziosità politica. Di cordate e interessi da proteggere – i vivaisti, le piste ciclabili, l’edilizia popolare, i restauri, le strade e i ponti, e ovviamente l’edificabilità (il Vaticano non è solo).  

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