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venerdì 8 aprile 2022

Ecobusiness

“Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?” Il dilemma del presidente del consiglio appare provocatorio ma è solo aderente alla realtà. Si fanno – si son fatti – tanti programmi green, ecostostenibili, etc., ma non un modello di riduzione dei consumi, di rieducazione alle pratiche non energivore. L’Italia è diventata un paese ad aria condizionata. Non lo era, ma è bastata un’estate calda nel 2005 per portare al bisogno indifferibile del condizionatore, uno per ogni casa, almeno uno. La macchina che più consuma elettricità.
Analogamente d’inverno, col riscaldamento. Si lamentano inverni poco freddi – non nevica, non piove… - per il cambiamento climatico, e si prolunga il periodo di riscaldamento. Che negli edifici di vetro-metallo a uso ufficio si pretende che vada anche di notte.
La crisi petrolifera del 1973 aveva portato a un modello di sviluppo meno energivoro, di risparmio, giusto le raccomandazioni del Club di Roma. Ma il senso del limite si è perduto, anche in questa che si vuole l’epoca della protezione ambientale.

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