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mercoledì 17 giugno 2026

Il mistero delle strategie belliche Usa

Resta un mistero, dopo questa guerra all’Iran come già dopo i bombardamenti di un anno fa, e la lunga sequela di guerre avviate e non vinte nel dopoguerra, la strategia militare americana. Come essa viene elaborata per le diverse ipotesi belliche, e poi come viene gestita, sui vari fronti.
Si critica Trump come presidente troppo presidenzialista, e quasi un dittatore, ma troppi presidenti prima di lui hanno avviato troppe guerre, senza nemmeno coprirsi con la necessità. Quindi il rapporto è costituzionalmente sbilanciato in materia di guerra, tra Casa Bianca e Congresso. Ma i militari, gli stati maggiori, che normalmente esistono per preparare piani strategici, per ogni ipotesi bellica, anch’essi in America sembrano spuntati. Nel senso che gli stati maggiori sono inefficaci o incapaci. Si veda Hormuz: la chiusura dello Stretto, possibile con imbarcazioni da diporto, e un minimo impegno di personale e armi, non era ipotizzata – non è stata prevenuta – dopo i massicci bombardamenti Usa-Israele?   

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