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Il mistero delle strategie belliche Usa
Resta un mistero, dopo questa guerra all’Iran come già dopo i bombardamenti
di un anno fa, e la lunga sequela di guerre avviate e non vinte nel dopoguerra,
la strategia militare americana. Come essa viene elaborata per le diverse
ipotesi belliche, e poi come viene gestita, sui vari fronti.
Si critica Trump come presidente troppo presidenzialista, e quasi un dittatore,
ma troppi presidenti prima di lui hanno avviato troppe guerre, senza nemmeno
coprirsi con la necessità. Quindi il rapporto è costituzionalmente sbilanciato
in materia di guerra, tra Casa Bianca e Congresso. Ma i militari, gli stati maggiori,
che normalmente esistono per preparare piani strategici, per ogni ipotesi bellica,
anch’essi in America sembrano spuntati. Nel senso che gli stati maggiori sono
inefficaci o incapaci. Si veda Hormuz: la chiusura dello Stretto, possibile
con imbarcazioni da diporto, e un minimo impegno di personale e armi, non era
ipotizzata – non è stata prevenuta – dopo i massicci bombardamenti Usa-Israele?
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