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domenica 14 giugno 2026

Ma quanto era turpe Mani Pulite

“Biografia non autorizzata”, da parte di un antipatizzante, pubblicata dalla Mondadori di  Berlusconi, un nemico, che trent’anni fa faceva un’altra storia di Di Pietro, che è come dire l’anima di Mani Pulite, non fa storia, ovvio. Ma non risulta oggetto di una delle 250 cause per diffamazione e danni, o sono 300, vinte dal non più giudice. Del quale invece racconta cose turpi. Come i cento milioni ricevuti da questo e quell’indagato e poi restituiti in scatole da scarpe, in contanti. Milioni di lire, ma vabbè. O la Mercedes in regalo, questa non restituita in nessun modo. O l’appartamento in piazza Scala in comodato, gratuito. E altre facezie, peraltro note. Compresa la disponibilità a fare il ministro della Giustizia di Berlusconi. E l’uso disinvolto, “sceso in politica” anche lui, del finanziamento pubblico. 
Su una restituzione di cento milioni a un indagato in contanti in una scatola di scarpe si ricorda la lettura stranita di una intera pagina di giornale su una traghetto italiana di ritorno dalla Grecia. Stranita perché il “Corriere della sera” si limitava a pubblicare la conferma dell’allora Tonino nazionale. Come una smentita.
Non si sapeva nemmeno che c’era una biografia del genere, di primario editore, in grado di pagare milioni di risarcimenti, che raccontava, documentate, talmente tante turpitudini, se non ci si imbatteva per caso.
Di Di Pietro si aspetterà che sia lui a decidere, quindici o venti anni dopo, sempre per l’uso “disinvolto” dei fondi pubblici, che era stanco e voleva essere lasciato in pace. Novello Cincinnato. Aveva – ha – tanto potere? 
Filippo Facci, Di Pietro
, Mondadori, pp. 370, ril. pp.vv., da € 11
 

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