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Ma la patrimoniale c’è, per tutti
Chissà perché, la cosa è periodica, infuria la battaglia sulla
patrimoniale. Intendendosi per patrimoniale una tassa speciale sui ricchi. Quando
invece la patrimoniale propriamente detta, una tassa ricorrente sui beni
posseduti, dai ricchi e dai non ricchi, mobili e immobili, c’è da tempo. E
questo governo che non mette le mani in tasca agli italiani, ci ha aggiunto un quarto
– o un terzo.
È una “patrimonialina”, nel senso che è frantumata in una mezza dozzina
di rivoli. Ma c’è, si aggira sui duemila euro. Ogni anno. E colpisce tutti,
ricchi e poveri – il procedimento che il fisco preferisce, pochi ma per tutti,
e sicuri.
Il canale principale è la seconda casa. Vittime i due milioni e mezzo d
famiglie che ne hanno una – più spesso ereditata. Su di essa gravano Imu e Tari.
E da un paio d’anni la tassa sui “non” consumi ininterrompibili di energia (l’elettricità).
Indipendentemente cioè dal consumo.
Considerando che una seconda casa che si abiti per due mesi l'anno, il prelievo
forzoso sui non consumi è di circa 500 euro.
In totale, fra Imu, Tari e bolletta elettrica, sulla seconda casa si paga
una patrimoniale di mediamente 2 mila euro l’anno. Imu, Tari, Oneri di sistema,
Trasporto, Gestione del contatore etc. vengono chiamate non patrimoniali ma imposte
di scopo. Che però non è vero: non c’è servizio (Tari compresa, per dieci mesi
l’anno) in rispondenza del prelievo.
Più contenuti, ma su una base molto più larga, di 48 milioni di titolari,
sono le imposte di bollo sui conti correnti, 32 euro l’anno, e quelle sul conto
titoli (necessario, se non altro, per custodire i Bot), 100 euro.
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