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giovedì 18 giugno 2026

I giudici si racconta(va)no

Forse il libro più onesto su Mani Pulite - impresa disperata – e sugli altri “fronti giudiziari” aperti, dalla mafia, e l’antimafia, all’ambiente: lasciando parlare i giiidici. Nove giudici, allora di “prima linea”, che si raccontano: Almerighi, Borrelli, Bricchetti, Caselli, Cesqui, Cordova, Priore, Siclari, Vigna.
La storia di Borrelli, come da lui raccontata, è proprio “italiana”, meridionale, napoletana: familiare Si è giudici di padre in figlio. Che sarebbe anatema in America, anche in Inghilterra, ma a Napoli  con orgoglio.
La vicenda di Cordova - di cui si tace che era e si voleva della destra, allora Msi - Calabrò non riesce però a fargliela concludere bene, con l’allora ministro della Giustizia Martelli. Col quale ha un lunghissimo colloquio, dalla mattina alle 15 del pomeriggio. Che Martelli conclude lealmente, spiegando che lo ha sostenuto per la Superprocura Antimafia, ma vuole sapere perché nelle sue indagini a Palmi in Calabria infila sempre esponenti socialisti, il senatore Zito e l’onorevole Principe. E gli obietta, testualmente, nel ricordo che ne fa Cordova: “Il ministro Martelli insiste che nella vicenda siciliana dell’onorevole Mannino non era sta contestata l’associazione mafiosa, e che si poteva procedere solo per il reato elettorale. Aggiunge ancora che i politici in questione erano rovinati e che il danno era enorme”. Come si è visto per Mannino, dopo trent’anni, o quaranta.
Maria Antonietta Calabrò,
In prima linea, Sperling&Kupfer, pp. 224 pp.vv., da € 9,40

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