lunedì 10 agosto 2026
Ma questo Ulisse era Scalfari
Ma quanto dell’Ulisse di Nolan non era in Scalfari, in questa riflessione pubblicata nel 2010, uno dei tanti tasselli in forma di autobiografia (giustificazione, rappresentazione) frammentaria, condita di filosofia, intrapresa da Scalfari a cavaliere del 2000. Anzi, benché dimenticato dai più, anche al “suo” giornale, “la Repubblica”, questo è probabilmente il primo saggio di auto-filosofia, pubblicato nel 2010, in cui Scalfari si mette nel ruolo di Ulisse. Letto come l’uomo occidentale, personaggio di una vita che si vuole ricerca, quindi apertura e avventura. Da esploratore e ricercatore, illuminato e applicato, le due figure eminenti del mondo scalfariano, Ottocento e Novecento. Di una vita che è insieme filosofia, riflessione sulla vita. E per questo si collega agli altri pilastri eminenti della cltura occidentale – il “canone” di Eugenio va da Virgilio a Dante (il titolo è di Dante, XXVI dell’ “Inferno”: “Ma misi me per l’alto mare aperto”), e poi a Nietzsche e a Joyce – “La modernità e il pensiero danzante” è il sottotitolo, da lui voluto.
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