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lunedì 10 agosto 2026

Migranti al mercatino

Ci sono criteri per l’accettazione dei migranti irregolari? Ce ne sono per il rifiuto? No. Cioè, ci sono, ma in complessi regolamenti. Che poi ogni polizia si adatta - i regolamenti europei sono un optional, si possono seguire e anche no (basta l’ermeneutica, la interpretazione).
Ora c’è in Germania un ministro dell’Interno, che “la Repubblica” oggi consacra statista, a cui altrove non farebbero gestire una drogheria, uno della destra democristiana, la parte Csu della Cdu-Csu, insomma un bavarese, che ha il compito di “fare la faccia feroce” contro il partito concorrente Alternative für Deutschland, e rimanda all’Italia e alla Grecia un buon numero di migranti. In quanto Paesi di primo approdo. Dicendo semplicemente: non li vogliamo, riprendenteveli, come se fossero italiani o greci.
Questa conclusione non è per ridere. Il ministro dell’Interno a Berlino si chiama Dobrindt, ed è quello che nel 2011 chiese, con dichiarazioni pubbliche, il fallimento dell’Italia. Come se con l’Italia non sarebbe fallita anche la Germania.
Che fare con personaggi del genere – lasciamo stare l’Europa? Forse come fa Piantedosi: sì, me li riprendo (non se li ripretnde, in realtà . n.d.r. – non è prassi europea, tropppo lineare), ma defalcando tutti quelli che le ong tedesche hanno depositato in Italia. Altro che politica.
L’immigrazione è un cosa seria. L’Austria, per ditre, che per decenni dopo la guerra, pur a corto di uomini, faticatori, ha fatto una politica di crescita zero per non avere immigrati tra i piedi (melglio poveri che pieni di gastarbeiter – quando gli immigrati erano italiani, spanoli, greci e portoghesi…), ha oggi la percentuale più alta (escluso il Lussemburgo, alla pari con Cipro e con Malta) di residenti stranieri nati all’estero, il 20 per cento. Però, non si riesce a prendela sul serio – l’immigrazione.
 

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