E se questo falso racconto di formzione fosse un divertimento doppio, alle spalle di se stesso, giovane borghese nato più di quanio ce ne sono? Dopo dodici anni di vita da sogno, con una madre tutta per sé, in casa dei nonni materni Schweitzer, prevenienti e complici. Il racconto è di Lucien, bbino, ragazzo, giovane, che tutto indirizza ai maggiori successi, se non che il giovanotto finisce nella boheme di estrema destra.
Sartre amava l'ironia, anche se fini presto per non praticarla, anchikosato nel monumento di se stesso - una sorta di Guida Spirituale dell'Occidente borghese- rivoluzionario. A doppio effetto in questo lungo racconto - uscito nel 1946 [nella raccolta, cinque racconti, intitolata "Il muro", nella quale è in edizione ET Èinaudi), giacché, se il Lucien finisce antisemita e insomma mezzo nazista, Sartre finirà mezzo comunista sovietizzante, premio Lenin in petto dopo aver rifiutato il Nobel.
Jean-Paul Sartre, Enfance d'un chef, Folio, pp. 130 € 2

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