Nella eterna polemica di Aristofane, tra le risate, contro la guerra "Gli Acarnesi" trascurati sono altrettanto radicali e un po' più da ridere della "Lisistrata", lo sciopero delle donne (a letto) - sono la prima commedia di Aristofane, la più antica tra quelle tramandate.
Atene è in guerra contro Sparta - la guerra del Peloponneso - da sei anni. Immaginarsi le distruzioni. Ma gli Acharnesi non demordono: poveri, contadini e carbonai (il coro), reclamano più guerra. Più devastazioni dell'"avversario" per compensare le proprie. Insensato: il cittadino probo lavoratore Diceopoli dice basta. Ma alla Pnice, dove la "ecclesia" si tiene dei cittadini, nessuno lo ascolta, l'assemblea è di maneggioni. Allora fa la pace da solo: si cerca un mediatore semi-divino e stipula una tregua privata di trent'anni con Sparta. La cosa funziona.
Un modello? Forse ci saremo costretti, a imitarlo. Castrizio, cattedratico di sociologia a Messina, è un altro reggino che, come già famosamente Saverio Siciliano, vive lingua e cultura greca, la classicità, come propria. In quella forma, molto greca, tra pathos (immedesimazione) e distanza (ironia, se non irrisione). La forma del classico vivente.
Daniele Castrizio, La sindrome di Diceopoli, "L'Altravoce-Il Quotidiano" 1settembre

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