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giovedì 27 agosto 2026

Se Washington è allineata su Israele

Una revisione sarebbe in corso al Dipartimento di Stato sulle politiche mediorientali, se sono troppo sbilanciate in favore di Israele. Innescata dall'inconsulto attacco di fine febbraio all'Iran, contro ogni analisi e raccomandazione della diplomazia. Estesa retroattivamente alla guerra di Gaza. E allargata alle attività dell'esercito e dei coloni israeliani in Cisgiordania.

Analisi del genere non sarebbero infrequenti. Una si ricorda, che fu anche pubblicata, sei- sette anni fa, sull'influenza delle lobbies ebraiche americane sulla politica estera ( per dire che non c'erano, o non pesavano). Probabilmente parte di più ampie indagini sul peso dei gruppi d'interesse sulla politica estera Usa.

Sulla sensibilità americana per l'influenza ebraica fa testo il vecchio "The Shattered Peace", la pace divisa, il capolavoro di esordio, cinquant'anni fa, di Daniel Yergin - allora storico diplomatico, poi convertito in storico e analista del petrolio e dell'energia, sulle origini della guerra fredda: ogni posizione ebraica al Dipartimento o negli Usa veniva misurata con l'Internazionale di Mosca, gia prima della guerra, negli anni 1930, come se il bolscevismo fosse opera di un'internazionale ebraica.