sabato 12 settembre 2026
Cronache dell’altro mondo – pedofile (425)
Malgrado la multa milionaria per non avere protetto i ragazzi dall’uso dei suoi social, Meta ha pubblicato ad agosto decine di annunci contenenti materiale esplicito di abusi sessuali su minori generati dall’intelligenza artificiale. Nonché immagini di minori accompagnate da dichiarazioni sessualmente suggestive.
mercoledì 9 settembre 2026
L’estremismo in Germania e la ezione di Berlusconi (Giolitti)
La vittoria di Afd nel remoto e marginale
Sassonia-Anhalt è molto meno paurosa del bombastico, sconosciuto, rozzo e
provinciale Bossi stravotato a Milano nel 1990, argomentava questo sito lunedì
http://www.antiit.com/2026/09/se-la-lega-fa-paura-in-germania.html
Non è l’unica differenza, tanto più per
la Germania, tra la paura forgiata oggi e la sorpresa – alquanto distruttiva –
del 1990. La differenza più grande sta nel recupero che dell’avventuroso, secessionista,
razzista Bossi, e dei neofascisti del Msi, fece un altro lombardo, Berlusconi.
Per un semplice fatto che già Craxi aveva intuito qualche ano prima: che con le estreme
bisogna parlare, se sono in Parlamento – quella che nel gergo storico italiano
si dice, solitamente in positivo, “politica giolittiana”: quattro anni dopo
Bossi era un cane da governo.
La Germania, la Cdu-Csu soprattutto, la
Democrazia Cristiana tedesca, ha provato a mettere fuorilegge un partito
basandosi sui servizi segreti. Un’assurdità estromettere un partito dal Parlamento
con i servizi segreti - ci sono leggi in materia, su fascismo e su nazismo, per
il resto bisogna solo confrontarsi.
Altrove si fa finta di nulla. In Francia,
da trenta o quarant’anni, la destra viene tenuta fuori dai governi, nazionali e
locali, mettendo assieme al secondo turno tutto il resto, dalla sinistra alla destra
concorrente. In Germania ci si è gingillati con i servizi segreti. In Italia
Giolitti aveva segnato la via, dato che i socialisti erano lì da tempo, e numerosi,
in Parlamento. Le destra è più indigesta? Berlusconi ha dimostrato di no.
La cosa curiosa è che, non solo le
sinistre per motivi politici, anche storici “giolittiani” come Galli della
Loggia, non hanno capito Berlusconi e parlano di “crisi delle democrazie”. In
crisi non è la democrazia: si vota, e con le destre la partecipazione è sempre
più elevata – cioè, si vota credendo al voto. La democrazia ci sta per dare la parola a tutti quanti. Entro limiti certo – di legge, costituzionali.
La Grande Paura di Afd, verrebbe da
concludere, è solo una delle tante Grandi Paure di questa epoca di Grande
Abbondanza, che non finisce di essere ingorda – per scaramanzia? ma tropo
grassa lo è davvero.
lunedì 7 settembre 2026
Cronache dell’altro mondo – socialiste di lusso (424)
Non c’è solo Alexandra Ocasio-Cortez
arbitra dell’eleganza da sinistra. “La sezione newyorkese dei Democratic
Socialists of America si trasferisce in una nuova lussuosa sede, mentre il «figlio
di papà» Gustavo Gordillo e la sua compagna si assicurano lauti stipendi”,
tuona implacabile il “New York Posti”, alfiere della destra nella città
democratica, di proprietà di Murdoch: “Dalla misera sede storica nel Lower East
Side, la sezione di New York dei Democratic Socialists of America passa in due
nuovi uffici, di ottima collocazione, uno a Midtown e uno a Bed-Stuy. La
presidente Grace Mausser ne ha dato la notizia ai compagni presentando il
bilancio della sezione. Con la proposta al contempo di assegnare a lei, e al
co-presidente Gustavo Gordillo, uno stipendio di 95 mila dolari.
“Il nuovo ufficio di Manhattan si trova
in un edificio di 14 piani sulla West 35th Street a Hudson Yards, completo di
portiere, sicurezza 24 ore su 24 e terrazza panoramica arredata. Con un costo
di 15.000 dollari al mese, rappresenterà la seconda spesa mensile più ingente
della sezione, dopo gli stipendi di Mausser e Gordillo. I loro nuovi
proprietari di casa - la famiglia Chetrit - hanno dovuto affrontare numerose cause
collettive promosse dagli inquilini di Brooklyn, per avere presumibilmente
eluso le leggi sulla stabilizzazione degli affitti”.
Effetto del sindaco Mamdani, democratico socialista, argomenta il giornale, che mentre fa la guerra ai proprietari di
immobili per gli affitti, non bada a spese per il suo. E contro il
co-presidente Gordillo, punta di diamante dello schieramento pro-Palestina e
anti-Israele, il quotidiano di Murdoch denuncia anche un tenore di vita
milionario: nato ricco, vive in una casa dei suoi da un milione e mezzo di dollari
a Brooklyn - una “casa a schiera” ma di due piani, “di quasi 200 metri
quadrati, in un quartiere alberato in fase di riqualificazione a Bed-Stuy”.
domenica 6 settembre 2026
Cronache dell’altro mondo – socialiste (423)
Alexandra
Ocasio-Cortes, la deputata democratico-socialista di New York, ha decretato l’abbandono
dell’ideologia woke. Per un passaggio da woke 1 a woke 2? A
un impegno più costante dei socialisti dentro il partito Demcratico: numerose
primarie per il voto di medio termine a novembre vedono dei candidati
democratici di sinistra, e un buon numero di candidature sono state vinte.
È l’effetto Mamdani, il sindaco di New
York plebiscitato su una piattaforma di sinistra radicale (contro i proprietari di case, etc.) un anno
fa? È quello che sostiene il “New York Post”, il quotidiano di destra di
proprietà di Murdoch, che ha Mamdani come suo tema, e obiettivo, quotidiano. Ma
le piattaforme dei candidati democratico-socialista vincenti alle primarie sono
diversificati, a seconda dei problemi locali.
giovedì 27 agosto 2026
Se Washington è allineata su Israele
Una revisione sarebbe in corso al Dipartimento di Stato sulle politiche mediorientali, se sono troppo sbilanciate in favore di Israele. Innescata dall'inconsulto attacco di fine febbraio all'Iran, contro ogni analisi e raccomandazione della diplomazia. Estesa retroattivamente alla guerra di Gaza. E allargata alle attività dell'esercito e dei coloni israeliani in Cisgiordania, dove si sarebbe creata di fatto una situazione che renderà impossibile la soluzione due Stati perno della diplomazia americana.
Analisi del genere non sarebbero infrequenti. Una si ricorda, che fu anche pubblicata, sei- sette anni fa, sull'influenza delle lobbies ebraiche americane sulla politica estera ( per dire che non c'erano, o non pesavano). Probabilmente parte di più ampie indagini sul peso dei gruppi d'interesse sulla politica estera Usa.
Sulla sensibilità americana per l'influenza ebraica fa testo il vecchio "The Shattered Peace", la pace divisa, il capolavoro di esordio, cinquant'anni fa, di Daniel Yergin - allora storico diplomatico, poi convertito in storico e analista del petrolio e dell'energia, sulle origini della guerra fredda: ogni posizione ebraica al Dipartimento o negli Usa veniva misurata con l'Internazionale di Mosca, gia prima della guerra, negli anni 1930, come se il bolscevismo fosse opera di un'internazionale ebraica.
