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sabato 12 settembre 2026

Cronache dell’altro mondo – pedofile (425)

Malgrado la multa milionaria per non avere protetto i ragazzi dall’uso dei suoi social, Meta ha pubblicato ad agosto decine di annunci contenenti materiale esplicito di abusi sessuali su minori generati dall’intelligenza artificiale. Nonché immagini di minori accompagnate da dichiarazioni sessualmente suggestive.
Dopo la denuncia di “Wired” Meta ha eliminato circa 50 di questi annunci da Facebook, Instagram e Threads. E afferma di aver implementato uno strumento di intelligenza artificiale progettato per rilevare e bloccare tali annunci. Ma in questa setimana sono stati rilevati centinaia di altri annunci di natura simile.
Alcuni annunci, inclusi contenuti che ritraevano scene pornografiche con minori, erano identici a quelli rimossi da Meta dopo la segnalazione iniziale di “Wired”. Inoltre, è stato possibile identificare immagini di minori reali tra i contenuti espliciti. 
(“Wired”)

mercoledì 9 settembre 2026

L’estremismo in Germania e la ezione di Berlusconi (Giolitti)

La vittoria di Afd nel remoto e marginale Sassonia-Anhalt è molto meno paurosa del bombastico, sconosciuto, rozzo e provinciale Bossi stravotato a Milano nel 1990, argomentava questo sito lunedì
http://www.antiit.com/2026/09/se-la-lega-fa-paura-in-germania.html
Non è l’unica differenza, tanto più per la Germania, tra la paura forgiata oggi e la sorpresa – alquanto distruttiva – del 1990. La differenza più grande sta nel recupero che dell’avventuroso, secessionista, razzista Bossi, e dei neofascisti del Msi, fece un altro lombardo, Berlusconi. Per un semplice fatto che già Craxi aveva intuito qualche ano prima: che con le estreme bisogna parlare, se sono in Parlamento – quella che nel gergo storico italiano si dice, solitamente in positivo, “politica giolittiana”: quattro anni dopo Bossi era un cane da governo.
La Germania, la Cdu-Csu soprattutto, la Democrazia Cristiana tedesca, ha provato a mettere fuorilegge un partito basandosi sui servizi segreti. Un’assurdità estromettere un partito dal Parlamento con i servizi segreti - ci sono leggi in materia, su fascismo e su nazismo, per il resto bisogna solo confrontarsi.
Altrove si fa finta di nulla. In Francia, da trenta o quarant’anni, la destra viene tenuta fuori dai governi, nazionali e locali, mettendo assieme al secondo turno tutto il resto, dalla sinistra alla destra concorrente. In Germania ci si è gingillati con i servizi segreti. In Italia Giolitti aveva segnato la via, dato che i socialisti erano lì da tempo, e numerosi, in Parlamento. Le destra è più indigesta? Berlusconi ha dimostrato di no.
La cosa curiosa è che, non solo le sinistre per motivi politici, anche storici “giolittiani” come Galli della Loggia, non hanno capito Berlusconi e parlano di “crisi delle democrazie”. In crisi non è la democrazia: si vota, e con le destre la partecipazione è sempre più elevata – cioè, si vota credendo al voto. La democrazia ci sta per dare la parola a tutti quanti. Entro limiti certo – di legge, costituzionali.
La Grande Paura di Afd, verrebbe da concludere, è solo una delle tante Grandi Paure di questa epoca di Grande Abbondanza, che non finisce di essere ingorda – per scaramanzia? ma tropo grassa lo è davvero.

lunedì 7 settembre 2026

Cronache dell’altro mondo – socialiste di lusso (424)

Non c’è solo Alexandra Ocasio-Cortez arbitra dell’eleganza da sinistra. “La sezione newyorkese dei Democratic Socialists of America si trasferisce in una nuova lussuosa sede, mentre il «figlio di papà» Gustavo Gordillo e la sua compagna si assicurano lauti stipendi”, tuona implacabile il “New York Posti”, alfiere della destra nella città democratica, di proprietà di Murdoch: “Dalla misera sede storica nel Lower East Side, la sezione di New York dei Democratic Socialists of America passa in due nuovi uffici, di ottima collocazione, uno a Midtown e uno a Bed-Stuy. La presidente Grace Mausser ne ha dato la notizia ai compagni presentando il bilancio della sezione. Con la proposta al contempo di assegnare a lei, e al co-presidente Gustavo Gordillo, uno stipendio di 95 mila dolari.
“Il nuovo ufficio di Manhattan si trova in un edificio di 14 piani sulla West 35th Street a Hudson Yards, completo di portiere, sicurezza 24 ore su 24 e terrazza panoramica arredata. Con un costo di 15.000 dollari al mese, rappresenterà la seconda spesa mensile più ingente della sezione, dopo gli stipendi di Mausser e Gordillo. I loro nuovi proprietari di casa - la famiglia Chetrit - hanno dovuto affrontare numerose cause collettive promosse dagli inquilini di Brooklyn, per avere presumibilmente eluso le leggi sulla stabilizzazione degli affitti”.
Effetto del sindaco Mamdani, democratico socialista, argomenta il giornale, che mentre fa la guerra ai proprietari di immobili per gli affitti, non bada a spese per il suo. E contro il co-presidente Gordillo, punta di diamante dello schieramento pro-Palestina e anti-Israele, il quotidiano di Murdoch denuncia anche un tenore di vita milionario: nato ricco, vive in una casa dei suoi da un milione e mezzo di dollari a Brooklyn - una “casa a schiera” ma di due piani, “di quasi 200 metri quadrati, in un quartiere alberato in fase di riqualificazione a Bed-Stuy”.

domenica 6 settembre 2026

Cronache dell’altro mondo – socialiste (423)

Alexandra Ocasio-Cortes, la deputata democratico-socialista di New York, ha decretato l’abbandono dell’ideologia woke. Per un passaggio da woke 1 a woke 2? A un impegno più costante dei socialisti dentro il partito Demcratico: numerose primarie per il voto di medio termine a novembre vedono dei candidati democratici di sinistra, e un buon numero di candidature sono state vinte.
È l’effetto Mamdani, il sindaco di New York plebiscitato su una piattaforma di sinistra radicale  (contro i proprietari di case, etc.) un anno fa? È quello che sostiene il “New York Post”, il quotidiano di destra di proprietà di Murdoch, che ha Mamdani come suo tema, e obiettivo, quotidiano. Ma le piattaforme dei candidati democratico-socialista vincenti alle primarie sono diversificati, a seconda dei problemi locali.

 

giovedì 27 agosto 2026

Se Washington è allineata su Israele

Una revisione sarebbe in corso al Dipartimento di Stato sulle politiche mediorientali, se sono troppo sbilanciate in favore di Israele. Innescata dall'inconsulto attacco di fine febbraio all'Iran, contro ogni analisi e raccomandazione della diplomazia. Estesa retroattivamente alla guerra di Gaza. E allargata alle attività dell'esercito e dei coloni israeliani in Cisgiordania, dove si sarebbe creata di fatto una situazione che renderà impossibile la soluzione due Stati perno della diplomazia americana.

Analisi del genere non sarebbero infrequenti. Una si ricorda, che fu anche pubblicata, sei- sette anni fa, sull'influenza delle lobbies ebraiche americane sulla politica estera ( per dire che non c'erano, o non pesavano). Probabilmente parte di più ampie indagini sul peso dei gruppi d'interesse sulla politica estera Usa.

Sulla sensibilità americana per l'influenza ebraica fa testo il vecchio "The Shattered Peace", la pace divisa, il capolavoro di esordio, cinquant'anni fa, di Daniel Yergin - allora storico diplomatico, poi convertito in storico e analista del petrolio e dell'energia, sulle origini della guerra fredda: ogni posizione ebraica al Dipartimento o negli Usa veniva misurata con l'Internazionale di Mosca, gia prima della guerra, negli anni 1930, come se il bolscevismo fosse opera di un'internazionale ebraica.